UNIONI GAY: VIA DALL’EUROPA

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Preoccupante dichiarazione del sottosegretario al Welfare: "Coppie gay contro natura". Vince il Bossi anti-europeo che dice no alle coppie di fatto. La maggioranza si spacca, l'opposizione si infuria

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«Le coppie omosessuali non si possono sposare perché è la legge di natura che lo dice. Non è previsto dalla nostra Costituzione, e non è previsto neanche dalla nostra cultura». La barricata ostruzionista verso il riconoscimento delle unioni gay viene dal sotto-segretario al ministero del Welfare, Grazia Sestini (foto sotto), senatrice di Forza Italia. Le senatrice aveva commentato l’annuncio, dato dal ministro Roberto Maroni, di una proposta di legge sulla famiglia elaborata dallo stesso ministro e da Umberto Bossi, dicendosi preoccupata dall’invasione di campo del senatùr, ministro delle riforme istituzionali e della devolution.

Ma Bossi non è nuovo alle invasioni di campo, e gli riesce anche bene: le "dimissioni" del ministro Renato Ruggiero, scatenate proprio da divergenze da opinioni riguardanti la posizione più o meno europeista del governo italiano, sono state caldeggiate proprio da quell’Umberto Bossi, ministro delle riforme, autore della proposta di legge sulla famiglia. Non sarà che l’influenza della Lega sull’attuale governo stia diventando sempre più condizionante, rendendo facile il cammino per l’approvazione della proposta di Bossi? Di questo Gay.it si è preoccupata: la vicenda Ruggiero ha sollevato il velo sull’anima liberticida e anti-europeista della maggioranza. E infatti dietro la preoccupazione del sottosegretario Sestini non c’è il fatto che l’Europa stia velocemente andando verso il riconoscimento giuridico delle unioni civili anche gay. La senatrice di Forza Italia non è affatto preoccupata che la legge Bossi trascuri del tutto coloro che non vogliono o non possono sposarsi, né che i figli di genitori non uniti da matrimonio possano essere discriminati. «Non è una colpa non essere sposati – afferma – Ma la nostra Costituzione prevede l’esistenza della famiglia. Credo sia un atto di civiltà, oltre che di personale responsabilità, il fatto che delle persone certifichino anche il loro stare assieme, anche per i figli ma non solo per loro».

Ma per gli omosessuali, che secondo la legge italiana non si possono sposare? L’ipotesi di prevedere degli istituti giuridici diversi dal matrimonio non sfiora nemmeno la senatrice Sestini: «Io conosco un’unica certificazione dell’unione che è il matrimonio», e per i gay, ça va sans dire, il matrimonio è precluso «perché questo è la legge di natura che ce lo dice». Il sottosegretario non ha dubbi: «la famiglia è una famiglia fondata prima ancora che sulla Costituzione, sul diritto di natura, cioè quella composta da un uomo e una donna».

E i paesi europei che prevedono già la possibilità che due uomini o due donne si sposino? Questo, stando alle parole di Grazia Sestini, «non riguarda la legge sulla famiglia», mentre dalle fila dei deputati aderenti al movimento gay si levano feroci proteste. Franco Grillini, presidente onorario Arcigay e deputato Ds, vorrebbe chiedere al sottosegretario «cosa ne pensa del fatto che la maggioranza dei cittadini europei ormai vive in paesi dove queste leggi sono state approvate, e che esistono raccomandazioni del Consiglio d’Europa e del Parlamento Europeo per l’introduzione di una normativa che riconosca i diritti delle coppie omosessuali». Così Titti De Simone, presidente nazionale ArciLesbica e deputato di Rifondazione Comunista, deduce «da queste dichiarazioni così violente all’interno di una dialettica democratica, che questo governo dimostra di allontanarsi anche su questi temi dal resto dell’Europa che invece sta andando in un’altra direzione».

A proposito di allontanamento dall’Europa, Titti De Simone è certa che «l’asse "fascista" di questo governo è il più forte, ed è quello che produrrà gravi scempi nei prossimi mesi, su autodeterminazione, libertà di scelta, politiche sociali. E’ già stata annunciata l’intenzione di rimettere mano alla legge che riguarda la psichiatria, e nei prossimi mesi andrà in discussione la legge della Lega sulle tecniche di riproduzione assistita». Contro questo stato di cose, la prima lesbica dichiarata a sedere in Parlamento invita il movimento gay a promuovere una battaglia politica e culturale sui temi della cittadinanza e della democrazia. E bacchetta la sinistra che «in cinque anni di governo in cui non ha approvato alcun provvedimento a favore delle persone omosessuali».

Anche secondo Franco Grillini le affermazioni di Grazia Sestini dimostrano che «siamo di fronte a una destra anti-europeista come dimostrano le dimissioni di Ruggiero; l’anti-europeismo, l’euro-scetticismo, il voler rimanere fuori da un’Europa dei diritti e delle libertà mostra una destra sempre più chiaramente caratterizzata dalla sua incapacità di ascoltare il cambiamento e le richieste di libertà e di diritti da parte dei cittadini e non solo dalle minoranze».

Grillini, autore di una proposta di legge sulla tutela delle coppie di fatto, rifiuta la posizione della senatrice di Forza Italia, ricordando che il problema delle coppie di fatto è «riconosciuto persino da alcuni esponenti delle gerarchie ecclesiastiche, e addirittura dal capo-gruppo del Ccd-Cdu Volonté». Grillini allude alla dichiarazione con la quale Luca Volonté ha sottolineato l’urgenza di approvare una legislazione che regoli le relazioni tra chi non si vuole o non si può sposare. E non si tratta di una posizione isolata all’interno della maggioranza.

Alessandra Mussolini è da sempre schierata su una posizione laica e aperta. La deputata di An auspica la adozione anche in Italia di «formule, come ci sono in America, alternative ai matrimoni tradizionali, dei veri e propri contratti da stipulare», vuole evitare lo scontro diretto tra laici e cattolici, preferendo soluzioni di buon senso: «dobbiamo tutelare anche la famiglia tradizionale sancita dalla Costituzione, che non è ancora pienamente tutelata, ma se dobbiamo dare anche risposte a coloro che non intendono sposarsi».

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