Usa, militare licenziato perché gay: Obama non interviene

di

Dan Choi, ufficiale dell'esercito è stato licenziato per aver violato il "don't ask don't tell". Il soldato ha chiesto aiuto al presidente. La Casa Bianca: "Una riforma stutturale...

1327 0

Il fondatore dell’associazione Knights Out e il tenente dell’esercito statunitense Dan Choi hanno pubblicato una lettera aperta al presidente Obama e a tutti i membri del Congresso in cui il militare chiede di non essere licenziato a causa della sua omosessualità. La lettera, pubblicata sul sito della CNN, recita in un passaggio:

"Il Dipartimento dell’Esercito mi ha inviato una lettera di licenziamento il 23 aprile scorso. Non vi mentirò: la lettera è stata come uno schiaffo. Uno schiaffo in faccia per me. Uno schiaffo per i miei soldati, i miei colleghi e i miei capi che hanno dimostrato che un reparto della fanteria può essere abbastanza professionale da accettare la diversità, da accettare leader capaci e soldati bene addestrati. I miei subordinati sanno che sono gay. Non gli importa. Sono professionisti. In più sono soldati rispettabili che lavorano insieme come una squadra. In molti mi hanno detto di rispettarmi ancora di più perché ho creduto in loro abbastanza da fargli sapere la verità. La fiducia è il fondamento della coesione di un reparto. (…) 

Non riesco a capire l’affermazione secondo la quale io avrei ‘influenzato negativamente sul il buon ordine e la disciplina della New York Army National Guard’. Mi rifiuto di prendere questa affermazione come vera. Come ufficiale di fanteria non sono abituato a supplicare. Ma vi supplico: non licenziatemi. Non licenziatemi perché i miei soldati sono più di un reparto o di un contingente da combattimento: siamo una famiglia e ci supportiamo l’uno con l’altro. Non dovremmo mai pensare che l’onestà e il coraggio portano a punizioni e insulti. La loro professionalità non dovrebbe essere ricompensata con la perdita del loro capo. Capisco, se siete costretti a licenziarmi. Ma per favore, non screditate né offendete la professionalità dei miei soldati".

L’associazione Knights Out ha chiesto a tutti i suoi sostenitori e iscritti di tempestare di telefonate e email la Casa Bianca per pressare Obama a che faccia qualcosa riaguardo al "Don’t Ask, Don’t Tell".

Ma il portavoce di Obama ha risposto così alla richiesta di intervento sulla politica dell’esercito sull’omosessualità: "Per fare una riforma determinante in quesro senso, c’è bisogno di passaggi legislativi. Il presidente ha fatto la promessa di cambiare questa politica. Lavorerà con il Joints Chiefs of Staff, con l’amministrazione e con il Congresso per assicurarsi che abbiamo una politica che funzioni nell’interesse della nostra nazione". In sostanza, la Casa Bianca ha fatto sapre che non interverrà sul singolo caso, ma che ha intenzione di lavorare per un cambiamento strutturale della politica delle forze armate, cosa che richiede tempo, passaggi legislativi e lunghi confronti.

Leggi   Omofobia a Gallipoli, due ragazzi interrotti durante un bacio in spiaggia: "Niente effusioni qui"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...