Usa, Obama non sceglie una lesbica per la Corte Suprema

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A sostituire il dimissionario David Souter sarà Sonia Sotomoyor, portoricana del Bronx, nota per la sua intransigenza. Suo fratello aveva presieduto il processo contro gli autori del film...

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Ormai è certo: non sarà una giurista lesbica a sostituire David Souter sugli scranni della Corte Suprema degli USA. La scelta di Barack Obama, che ha provocato molta delusione nella comunità lgbt statunitense, è caduta su Sonia Sotomayor, 54enne, di orgini portoricane, nata nel Bronx: sarà la prima componente ispanica della Corte. Laureata in legge a Yale e redattrice della rivista Yale Law Review. Le cronache locali riportano: «Il Presidente ha preso questa decisione durante il lungo week end del Memorial Day, ma non è stata resa nota fino a martedì mattina, quando ha informato i propri consiglieri della scelta presa, appena tre ore prima dell’annuncio ufficiale».  

Orfana di padre dall’età di 9 anni, è riuscita a studiare grazie ai sacrifici della madre, seppure costretti a vivere nelle case popolari di uno dei quartieri più malfamati di New York. «Eravamo gli unici bambini ad avere l’Enciclopedia Britannica in casa» ricorda parlando della sua infanzia. Sonia Sotomoyer è conosciuta per la sua intransigenza e per non essere incline ai compromessi. La sua è una di quelle che gli statunitensi definiscono una success story, un esempio di riscatto per tutte le minoranze. Bill Clinton la volle alla Corte d’Appello del secondo Circuito di New York, ma è dal 2005 che il suo nome circola nelle stanze della Corte Suprema, quando i democratici chiesero a Bush di nominarla in sostituzione di un’altra donna, Sandra Day O’Connor che rassegnò le dimissioni. Adesso, la decisione finale sulla sua nomina alla Corte Suprema spetta al Senato.

Il Washington Post riporta che il fratello della Sotomayor, che ha conseguito un dottorato, ha presieduto un processo civile nel 1996 in cui la famiglia di un avvocato morto di AIDS aveva fatto causa agli autori del film "Philadelphia", sostenendo che Hollywood aveva rubato la loro storia. Il caso è stato chiuso, ma non prima che il film con i suoi drammatici dibattimenti davanti alla corte, fosse proiettato in aula per intero portando Sotomayor a dichiarare: «Non mi aspetto melodrammi qui. Non voglio che qualcuno pensi di rivivere qui quello che ha visto sullo schermo».

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