USA, omofobia sul lavoro: storica sentenza

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La Corte d'Appello Federale di San Francisco ha stabilito che la legge federale sui diritti civili contro la discriminazione protegge anche i gay.

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WASHINGTON – Pizzicotti al sedere, battute oscene, foto di uomini nudi sbattute beffardamente sotto il suo naso. Per Medina Rene, un cameriere gay dell’MGM Grand Hotel di Las Vegas, la vita era diventata un inferno: i suoi compagni di lavoro continuavano a tormentarlo.

La sua decisione di fare causa all’albergo, per la persecuzione anti-gay sofferta, ha prodotto una sentenza storica: la Corte d’Appello Federale di San Francisco ha stabilito che la legge federale sui diritti civili che proibisce la discriminazione per motivi di razza, colore della pelle, religione, sesso e origine etnica protegge anche i gay.

La sentenza ha annullato una serie di verdetti precedenti tutti sfavorevoli al cameriere di Las Vegas e stabilito un importante precedente per la protezione dei gay e delle lesbiche sul posto di lavoro.

Finora i gay molestati sul lavoro non erano mai riusciti a far valere la protezione della legge federale anti-discriminazione. I giudici sostenevano infatti che mentre la legge proteggeva dalla discriminazione basata sul sesso (uomo o donna) non poteva essere estesa automaticamente all’orientamento sessuale di un uomo o di una donna.

La sentenza e’ stata annunciata proprio mentre la comunita’ gay di Los Angeles e’ in allarme. Due uomini armati di tubi e mazze di baseball hanno lanciato una campagna di aggressioni contro i gay che vivono nel quartiere di West Hollywood (tra Beverly Hills e Hollywood). I due misteriosi assalitori hanno mandato all’ospedale alcuni gay con improvvise brutali aggressioni seguite da fughe rapidissime in auto.

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