Il Consiglio d’Europa boccia il rapporto sull’utero in affitto: ancora nessuna regolamentazione

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Paesi come l’Ucraina e la Federazione Russa prosperano sull'assenza di regole a tutela delle donne e di tutte le parti coinvolte, soprattutto dei bambini.

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Non ce l’ha fatta il primo, timido rapporto dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa sulla maternità surrogata: la proposta, voluta fortemente da Petra De Sutter, senatrice e ginecologa transgender, è stata bocciata con 83 no, 77 sì e 7 astenuti.

La senatrice aveva tentato di portare all’assemblea plenaria una raccomandazione che prevedeva l’elaborazione da parte del Comitato dei Ministri di linee guida “in difesa dei diritti dei bambini” sulla maternità surrogata, dopo che era stata bocciata per ben due volte alla Commissione Affari sociali. Sul fronte del no gran parte della delegazione italiana, con parlamentari di PD, 5 Stelle, Forza Italia: solo Nicoletti e Rigoni del PD e Giro di Forza Italia erano a favore del sì. “Sono molto contenta”, commenta Eleonora Cimbro (PD). “Per noi è un grande risultato che dopo la bocciatura del rapporto in Commissione le raccomandazioni siano state respinte. C’è stato un respingimento totale della linea De Sutter. Il Consiglio d’Europa ha ribadito che oltre ai diritti dei bambini ci sono anche i diritti delle donne, che non esiste una distinzione chiara e precisa tra maternità surrogata commerciale e altruistica“.

Ai fini della bocciatura ha influito molto anche la campagna intrapresa da Milena Santerini (Democrazia solidale-Centro democratico), che aveva organizzato un seminario per evidenziare che “la raccomandazione al voto non mira a difendere i diritti dei minori nati dalla maternità surrogata, ma piuttosto a validare la pratica dell’utero in affitto“. Altra pressione pesante quella delle femministe dell’associazione francese Corps, capitanate da Silvyane Agacinski e Laurence Dumont, che hanno personalmente scritto a tutti i parlamentari per esprimere il loro dissenso. Un gesto che suona quasi intimidatorio.

Dura la condanna dell’associazione radicale Certi Diritti: ecco il comunicato stampa appena diffuso.

 

IL CONSIGLIO D’EUROPA NON APPROVA IL RAPPORTO SULLA GPA: CONTENTI PROIBIZIONISTI E I PAESI CHE NON HANNO REGOLAMENTAZIONI ETICHE STRINGENTI

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha bocciato il timidissimo rapporto sulla gestazione per altri che chiedeva l’introduzione per la difesa dei diritti dei minori nati grazie alla Gpa.

I proibizionisti nostrani ed europei preferiscono non guardare alle questioni in gioco e nascondersi dietro la rassicurante ideologia dei divieti tout court per la felicità di quei Paesi, come l’Ucraina e la Federazione Russa, che prosperano sull’assenza di regole a tutela delle donne e di tutte le parti coinvolte.

Non a caso la maggioranza dei rappresentanti ucraini hanno votato contro il rapporto: i divieti negli altri Paesi favorisce il turismo riproduttivo, anche verso l’Ucraina.

I gruppi che hanno votato in maggioranza a favore sono stati quelli della Sinistra Europea Unita (a favore all’unanimità), l’Alleanza dei Liberali e dei democratici e i socialisti, ma in Italia il proibizionismo ha sfondato le tradizionali linee di divisione politica con buona pace del principio di autodeterminazione della donna e della scelte riproduttive.

L’unica soluzione per rispettare i diritti umani di tutte le parti coinvolte è la regolamentazione della gestazione per altri secondo principi etici sintetizzati in questo documento, non la sua proibizione.

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