Vaccino anti-Aids: via alla sperimentazione

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E’ previsto per il mese prossimo l’avvio in Italia del protocollo sperimentale sul vaccino anti-Aids: a Roma all’Istituto di Immunologia della Sapienza e allo Spallanzani, a Milano al...

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E’ previsto per il mese prossimo l’avvio in Italia del protocollo sperimentale sul vaccino anti-Aids. Coordinati dall’Istitutto Superiore di Sanità, tre sono i centri clinici operativi: a Roma l’Istituto di Immunologia dell’Università La Sapienza e l’ospedale Spallanzani, a Milano il San Raffaele.

Arriverà verosimilmente ad aprile il ‘prodotto certificato’, per l’approvazione da parte dei comitati etici. Per fine giugno si prevede l’inizio delle fasi 1 e 2, allo scopo di verificare il grado di ‘sopportabilità’ da parte dell’organismo e quindi della efficacia. Per la metà del 2003, se tutto andrà per il meglio, si prevede l’inizio della terza fase, con un coinvolgimento più ampio dei malati. Secondo il professor Adriano Lazzarin, direttore dell’Istituto infettivologico al San Raffaele di Milano, si nutrono concrete prospettive sull’impiego della proteina TAT, capace di bloccare la replicazione virale, consentendo al contempo l’aumento delle difese immunologiche.

Con i soli farmaci, conclude Lazzarin, non si può combattere l’Aids. Occorrono anche composti biologici e il ricorso a vie parallele di profilassi. Circa la terapia attuale, la lotta si basa prevalentemente sui farmaci antiretrovirali. Purtroppo però, dopo un certo periodo di tempo, il virus diventa resistente ai farmaci. La novità, dall’incontro di Milano con i professori Mauro Moroni, Giampiero Carosi e Adriano Lazzarin, è questa: dopo tre anni, malati mai sottoposti in precedenza a trattamento antiretrovirale, trattati con un inibitore della proteasi di seconda generazione (lopinavir/ritonavir) non hanno messo sino ad ora in evidenza lo sviluppo di resistenze farmacologica.

di Nadir notizie

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