Valencia: approvata la legge sulle unioni di fatto

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Le legge è passata grazie al voto favorevole dei popolari, mentre la sinistra ha votato contro: «è vuota e ambigua»

La Comunidad Valenciana ha approvato il 28 marzo scorso, con i voti favorevoli del PP (popolari) e i voti contrari di socialisti e Ezquierda Unida, il progetto di legge sulle unioni di fatto che regola le relazioni tra persone che convivano in forma stabile per un periodo ininterrotto di 12 mesi, e che si costituiscano come unioni attraverso l’iscrizione nel registro stabilito per tutelare questa forma di convivenza.

Il PP non ha approvato durante la sessione, che è durata cinque ore, nessuno dei 50 emendamenti parziali del PSVP e EU. Al dibattito ha assistito, nella tribuna degli invitati, anche il coordinatore del collettivo di gay e lesbiche Lambda, Joaquim Càdiz.

Il testo approvato il 28 marzo alla Camera, con 48 voti favorevoli (PP) e 40 contrari (PSVP e EU) in una votazione che ha contato solo una assenza, sancisce che «i diritti e gli obblighi stabiliti dalla normativa valenziana di diritto pubblico saranno applicati ai membri delle unioni di fatto, specialmente in materia di gestione della casa, di sovvenzioni e di materia fiscale».

L’opposizione ha giustificato la sua reazione alla legge dicendo che questa non considera le unioni di fatto come famiglia, né le cataloga come relazione di affettività "analoga a quelle coniugali", e che "non le equipara" in diritti e doveri con i matrimoni. I socialisti del PSVP e Ezquierda Unida considerano la legge "vuota di contenuto" e "ambigua".

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