Valencia: residenza a compagno colombiano di gay

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Una sentenza storica renderà uguali, ai sensi della tutela dell'unione affettiva tra cittadini europei e extracomunitari, le coppie sposate e quelle di fatto.

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Un tribunale di Valencia ha reso possibile che un immigrante colombiano, registrato come compagno di fatto di un residente valenziano, possa ottenere la tessera di Familiare di un residente Comunitario, documento che finora è stato concesso solo agli stranieri che sono sposati da almeno un anno con un cittadino comunitario.

Il colombiano, unito sentimentalmente a un giovane di Valencia, si è registrato il 16 ottobre del 2000 nel registro delle coppie di fatto creato dall’amministrazione socialista nel 1994. Impugnando questa certificazione, si è rivolto alla Delegación del Gobierno en la Comunidad Valenciana per chiedere la tessera, ai sensi della legge 766/92 che regola l’entrata la permanenza e il soggiorno dei cittadini di stati membri e dei loro familiari.

La domanda è stata respinta dalla Delegaciòn, con la motivazione che la legge si applica solo al matrimonio. Contro questo giudizio, la sentenza del tribunale, invece, ammette che si conceda la tessera al cittadino colombiano, perché anche se la legge parla chiaramente di "coniuge", ciò non impedisce che «si applichino per interpretazione analogica alle unioni matrimoniali i benefici che le norme giuridiche stabiliscono per il matrimonio, equiparando agli effetti della protezione del mantenimento dell’unione in famiglia nel caso di matrimonio, la unione di fatto».

Nonostante questa valutazione chiarificatrice, il tribunale ha rifiutato la tessera per una questione minore: mentre la legge, infatti, prevede che i due soggetti siano uniti da almeno un anno, il richiedente, in questo caso, era iscritto come coppia di fatto da solo 11 mesi. Tra poco meno di un mese, dunque, il colombiano potrà chiedere nuovamente la tessera alla Delegaciòn.

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