Vandalismo omofobo contro i 49 baci per Orlando: bruciati in Sardegna i ritratti fotografici

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L'autore Gianluca Vassallo dopo i fatti di ieri sera: "Come artista accetto che la mia opera sia esposta al mondo, ma come persona sono ferito".

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Il progetto fotografico Shoot me!, che ricorda con 49 baci le 49 vittime della strage compiuta da Omar Mateen al Pulse club di Orlando in Florida, progetto di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, ieri, domenica 26 giugno, è stato colpito da un grave gesto di vandalismo di matrice omofobica. I fatti si sono svolti in Sardegna, a Palmas Arborea (Oristano), un piccolo centro agricolo di poco più di 1.000 abitanti.

Tra venerdì 24 e sabato 25 giugno i manifesti fotografici coi ritratti dei baci erano stati affissi nelle strade della cittadina oristanese, oltre ad aver partecipato al Sardegna Pride di Cagliari nel pomeriggio di sabato, giorno di cortei LGBT in diverse città italiane e del mondo. I manifesti fotografici, che già nei giorni passati erano comparsi sui muri di Milano, Roma e Firenze, sono però rimasti affissi solo per poche ore, perché qualcuno ieri sera, domenica 26, ha deciso di distruggerli. Intorno alle 20.00 un’auto si è fermata di fronte al muro sul quale erano stati posti i ritratti fotografici, qualcuno è sceso, li ha staccati quasi tutti e, dopo averli accatastati per terra, gli ha dato fuoco.

Dopo tanto successo, quella che arriva da Palmas Arborea sembra la peggiore risposta di intolleranza.  “È un atto molto violento“, dice il fotografo Gianluca Vassallo, “bruciare in strada quelle fotografie di baci omosessuali è un atto simbolico di pochi che non intacca, però, il coraggio di una piccola comunità”, quella di Palmas Arborea appunto, “che si é esposta con grande coraggio per i diritti civili”. Non è tra l’altro la prima volta che un’opera di Vassallo viene distrutta dai contestatori: era già successo a Olbia, sempre in Sardegna, nel 2013, qualche mese dopo la terribile alluvione che provocò 18 morti. Le foto degli alluvionati comparvero nelle strade della città nel cuore della notte ma all’alba, solo tre ore dall’affissione, i manifesti vennero tutti strappati.

Come artista accetto che la mia opera andando nel mondo sia fatto oggetto delle ricezioni più disparate” ci dice Gianluca Vassallo, “assumendo il significato che di volta in volta le viene attribuito, quindi non riesco a giudicare fino in fondo. Anche se resta che come individuo sono ferito, soprattutto perché questo lavoro è nato per ricordare i 49 ragazzi che hanno perso la vita nella strage di Orlando. Quindi fa male che vengano aggiunte distruzione e violenza a una storia già molto dolorosa, in relazione a un lavoro nato per rilanciare l’amore dopo la morte“.

Un lavoro fatto con delicatezza, con la scelta di non mostrare baci passionali o “sessuali”, in modo che ci si dimenticasse quasi dei soggetti: solo amore, solo poesia. Evidentemente le intenzioni non sono state colte o comunque non sono state sufficienti per tollerare la vista dei baci omosessuali del progetto, al punto che si è arrivati all’attacco di ieri sera. Ci auguriamo che i responsabili di questo brutto gesto vengano individuati e che il progetto fotografico continui a vivere in tante altre strade delle nostre città.

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