Vaticano: Trujillo, il condom non ferma l’Hiv

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La Chiesa cattolica solleva dubbi sull'efficacia del preservativo di fronte al rischio di contrarre l'AIDS e l'Organizzazione mondiale della Sanità insorge.

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ROMA – La Chiesa cattolica solleva dubbi sull’efficacia del preservativo di fronte al rischio di contrarre l’AIDS e l’Organizzazione mondiale della Sanità insorge. Il caso è scoppiato in seguito all’intervento in una trasmissione della Bbc di un alto rappresentante del Vaticano, il cardinal Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio pontificio per la famiglia.
“Il virus dell’Aids è grosso modo 450 volte più piccolo di uno spermatozoo. Lo spermatozoo può facilmente passare attraverso la barriera rappresentata dal profilattico” avrebbe detto il cardinale davanti alle telecamere.
L’Organizzazione mondiale della Sanità, dati alla mano, lancia l’allarme sulla pericolosità di tali affermazioni. L’OMS ribadisce che l’uso corretto del preservativo riduce il rischio di infezione del 90%. I casi di persone infettate dal virus HIV nonostante l’uso del profilattico sono da imputare alla rottura, ad un incidente di percorso o a un uso non corretto del preservativo, non certo al fatto che questo tipo di contraccettivo sia “permeabile” al virus HIV.
In varie parti del mondo le posizioni della Chiesa cattolica di fronte all’uso del preservativo creano pericolo. In Kenya ad esempio, dove le persone infettate dal virus rappresentano il 20% della popolazione, le autorità religiose condannano il ricorso a questo metodo contraccettivo che fomenterebbe i rapporti promiscui.

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