VENDOLA STRAVINCE A SORPRESA

di

Ottantamila pugliesi hanno scelto, alle primarie per la presidenza della Puglia, il candidato di Rifondazione Comunista, gay dichiarato e militante. Bertinotti: una prova di democrazia.

767 0

ROMA – «La democrazia premia». Esulta il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti: «l’esercizio democratico di dare voce al tuo popolo fa passare in secondo piano qualsiasi paura». E’ passata la paura, sconfitta da una marea di militanti che ha deciso di sostenere, nel bene e nel male, il candidato comunista Nichi Vendola alla presidenza della Regione Puglia. Contro Francesco Boccia della Margherita e ora, forse, il centrosinistra dovrà per davvero darsi l’obbligo di un ripensamento sulle politiche locali e la sua rappresentanza politica.
Stanco ma felice, Nicola Fratoianni, segretario regionale di Rifondazione in Puglia: «Questa è una vittoria straordinaria, non solo per Nichi, ma perché è una proposta seria, chiara, di sinistra che in modo radicale ma unitario rimette al centro l’interesse della gente. L’ondata di partecipazione di ieri ha stravolto tutti i confini della politica, abituata a non stare più in mezzo alla gente e a mettersi in sintonia con le domande sociali. Questa grande affermazione di Vendola apre una stagione nuova e non solamente in Puglia». Le ragioni del segretario regionale Fratoianni non sono altro che una lettura attenta della realtà; di essere riusciti ad investire su una scommessa improbabile per molti, come la candidatura di Nichi Vendola. Ebbene, in 80 mila, certamente non solamente elettori-militanti di Rifondazione Comunista, hanno spiegato alla dirigenza politica che osare è d’obbligo, necessario e che il vilipeso sud sa dare risposte di dignità e concretezza anche su questioni che a volte sembrano impossibili. La Puglia, in questi ultimi anni, ha voluto esprimere una soggettività autonoma. Lo ricordiamo con giusta enfasi in occasione del Gay Pride nazionale, proprio quando la destra invitava i cittadini baresi a disertare le strade e a chiudere la porta delle proprie abitazioni. Forse proprio da lì è iniziata una visione diversa delle libertà e della voglia di cambiare le cose.
Andrea Benedino, responsabile nazionale dei Cods, l’organizzazione omosessuale vicina ai Ds si dichiara molto contento del risultato di queste primarie e avverte: «Quello che viene dalla Puglia è una lezione che dobbiamo imparare a fondo. Non esiste più, nemmeno in meridione, il rischio di candidare un politico che non fa mistero della sua omosessualità, che possa far perdere voti. Lo dimostrano le decine di migliaia di compagni Ds che hanno contravvenuto alle indicazioni di partito per votare Nichi Vendola. Quindi una bella notizia, incoraggiante; ora si tratta di vincere le elezioni e di portare a termine questa battaglia. E’ stata fatta una scelta verticista che non è stata premiata dal voto alle primarie dei nostri elettori». Non va neppure dimenticato che a Trieste i Ds hanno eletto segretario provinciale Fabio Omero, presidente Arcigay di Trieste; oppure, sempre in Puglia, dove ci sono le condizioni ricordate da Benedino, per portare alla candidatura delle regionali, nella provincia di Andria, di Nunzio Lillo, portavoce regionale dei Cods, attuale vice capogruppo in Provincia a Bari.
Vicino alle posizioni di Benedino, Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay: «Siamo davvero soddisfatti del risultato in Puglia. Si è dimostrata una cosa che sappiamo da tempo, ovvero: quando uno è un bravo dirigente politico, capace di dialogare col proprio elettorato, non ha importanza che sia un omosessuale o meno, perché alla gente interessano i risultati. Oggi testimoniamo il fatto che vi è un elettorato di sinistra che è sicuramente più avanti dei propri dirigenti perché le paure che avevano alimentato i Ds e non solo rispetto alla candidatura di Vendola, si sono rivelate assolutamente infondate. Vi è un eterno vizio nel centrosinistra, pensando che un candidato credibile non può che venire da un’area moderata. Noi abbiamo l’esempio di Zan a Padova, candidato al consiglio comunale e omosessuale dichiarato. I voti se li è conquistati uno per uno e non è stato certamente il partito dei Ds, che ha subìto la sua candidatura più che promuoverla, ad aiutarlo. Sappiamo che la vittoria di Nichi non è semplice, ma noi la sosterremo con tutto il nostro movimento».
E la Margherita? «Per noi è un risultato positivo, – dice Giuseppe Fioroni, responsabile Enti Locali – con una straordinaria partecipazione popolare. Quindi abbiamo il candidato idoneo per guidare la coalizione e convincere gli elettori a mandare a casa Fitto. In questo Vendola avrà il sostegno nostro e di Boccia».
Quegli 80 mila elettori che intendono sostenere Nichi Vendola insegnano a tutto il movimento omosessuale italiano che dove vi è coesione, partecipazione e coraggio, il risultato è l’affermazione della democrazia, quindi dei diritti. Vale la pena non dimenticarlo.

Leggi   Nichi Vendola: "Viviamo in una giungla di discriminazioni"

di Mario Cirrito

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...