“Vendola vuole un figlio? E chi lo mette incinto?

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Nella sua rubrica su La Stampa, Luciana Littizzetto se la prende con Nichi Vendola reo di aver detto di volere un figlio "per far girare le balle al...

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Nota per essersi schierata sempre dalla parte dei diritti delle pesone LGBT ed avere vinto, per questo anche dei premi, questa volta Luciana Littizzetto ha fatto quella che sarebbe meglio considerare una gaffe. Nella sua rubrica su "La Stampa", infatti, la Lucianina nazionale ha scelto di attaccare Nichi Vendola per aver dichiarato di volere un figlio.
Se non ci fosse la firma sotto il titolo, nella prima parte del "Pensiero debole" di oggi sembrerebbe di leggere un’intervista alla versione meno trombona di Calderoli.

"Vendola vuole un figlio – scrive Littizzetto -. Eh certo. Anche io avrei voluto giocare a basket e andare a Miss Italia. Ma come, Vendola vuole un figlio? E mi dici dove lo trova uno che lo mette incinto? Per carità, si può volere tutto ma quello che fa strano è che le cose saltan fuori in campagna elettorale giusto per far girare le balle al centro moderato…".
E’ nella seconda parte che si percepisce qual è il senso del discorso della comica, seppure questo non basti a perdonarle lo scivolone dell’introduzione.

"Io ti voglio bene però cerca di capire… – spiega Littizzetto -. Già ci stiamo facendo un mazzo cosi per avere il registro delle unioni civili, non partire già in tromba con un figlio ai gay! Ma non puoi chiedere una cosa per volta? C’hai messo tanto per convincere quelli di sinistra che anche un omosessuale può fare il presidente di Regione… Ma vai per gradi".
Bisogna avere pazienza e continuare a leggere l’intervento per non pensare che una nube tossica di passaggio su Torino abbia trasformato Luciana Littizzetto nella versione femminile di Giovanardi.
"Capisco che a 54 anni – scrive rivolgendosi direttamente a Vendola – il tuo orologio biologico batte gli ultimi, e sono anche convinta che crescere con due padri che ti amano il doppio sia fichissimo e con due madri pure, ma per come siamo messi in Italia, è molto difficile che ti diano retta…".

E finisce con un passaggio sui matrimoni che, anche inn questo caso, rischia di essere frainteso e passare per un’opposizione al riconoscimento, per i gay, degli stessi diritti degli etero.
"E poi lascia stare, Nico, con ’st’idea del matrimonio, lascia perdere – conclude – te lo dico io che non mi sono mai sposata ed è l’unica cosa furba che ho fatto nella vita… Ti lamenti perché dici che non vuoi stare in un acronimo, non vuoi né Dico, né pacs… vuoi sposarti… Su questo non sono d’accordo con te Ventolin… Io vorrei vedere riconosciuti i diritti di tutti. Gay ed etero. Con qualsiasi nome. Chemmenefrega. Eventualmente… Se li chiamassimo i Niki ti andrebbe bene? ".
Siamo Sicuri che Luciana Littizzetto sa benissimo che, a prescindere dalle decisioni soggettive di ciascuna coppia, quello che va garantito è il diritto di scegliere alla pari di tutte le altre coppie. Uno scivolone? O un maldestro tentativo di aiuto giocando al ribasso?

di Caterina Coppola

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