Veneto, in Regione la mozione per la Festa della famiglia naturale

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Alessandro Zan: "E' un nuovo manifesto della razza. Intervenga il presidente Zaia".

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Nelle prossime settimane la Lega Nord ripresenterà in Consiglio Regionale veneto una mozione – la n. 270 – che impegna la Giunta a individuare una data per celebrare la “Festa della Famiglia Naturale”, fondata “sull’unione tra uomo e donna”. Nell’atto – sottoscritto dai consiglieri regionali Lazzarini, Caner, Finco, Bassi, Finozzi, Cappon, Falconi, Toscani, Ciambetti, Stival, Manzato, Baggio e Possamai e presentato il 4 luglio scorso – si leggono chiari richiami al concetto di famiglia naturale fondata sulla procreazione come “unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà”, nonché attacchi all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) per la messa in pratica della strategia nazionale LGBT e al Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; questi ultimi accusati dai consiglieri firmatari di rappresentare una “aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico”. A renderlo noto è Alessandro Zan, deputato di Libertà e Diritti e attivista per i diritti lgbt.

“Quella mozione è un nuovo manifesto della razza, che fa della discriminazione e della diseguaglianza tra famiglie il suo punto forte, in un susseguirsi di disinformazione, strumentalizzazione, pregiudizi e stereotipi della peggior specie – dichiara Zan -. Quel documento offende tutti i cittadini della nostra Regione, compresi coloro i quali sono impegnati con un mandato politico all’interno dell’Ente. Ciò che tuttavia indigna maggiormente è il silenzio del governatore Zaia, che rimane ai margini di una iniziativa che proviene dal suo partito e che di fatto getta fango sulla mozione contro l’omofobia approvata all’unanimità in Consiglio Regionale nel febbraio del 2012, e così sugli impegni concreti contro le discriminazioni che avrebbero dovuto seguirvi”. “Mi auguro – conclude Zan – che il Consiglio Regionale sappia emarginare iniziative di questo tipo, che rischiano di istigare all’odio e alla criminalizzazione del diverso, strumentalizzano in modo ridicolo provvedimenti quali il ddl Scalfarotto contro l’omofobia, arrivando a sostenere nel testo dell’atto che ‘chi si dichiarerà contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso sarà punito con 1 anno e 6 mesi di reclusione’. Una bugia di bassa Lega, che conferma ancora una volta la necessità di rinnovare radicalmente la guida politica della nostra Regione”.

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