Veneto: la Regione approva la “Festa della Famiglia Naturale”

di

Favorevoli Ncd, Forza Italia e Lega. Arcigay: "Faremo la festa delle famiglie venete"

5619 0

Trenta voti a favore, 20 contrari e un voto definito “fulmineo”: Così il consiglio regionale del Veneto ha appena approvato la mozione che istituisce la “Festa della famiglia naturale”. Hanno votato “sì” la Lega, l’Ncd, ma anche Forza Italia e l’Udc. I venti “no”, invece, si devono a Pd, Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, un consigliere del gruppo misto e uno di Ncd.

La mozione, che il deputato di Libertà e Diritti Alessandro Zan aveva definito “un nuovo manifesto della razza” , istituisce una festa regionale dedicata alla “famiglia naturale” fondata “sull’unione tra uomo e donna” definita come “unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà”. Nel testo originale si leggevano anche critiche all’Unar e all’Oms accusate di “aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico”.

Un testo che chiede al Governo di impegnarsi per la non applicazione in Italia del Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto proprio dall’OMS.

“Siamo colpiti – commenta il presidente di Arcigay Treviso Mattia Stella al telefono con Gay.it – con questo voto la classe politica veneta aumenta la distanza dalla società veneta che non si riconosce in politiche di questo tipo. Abbiamo cercato di contrastare la mozione in ogni modo. La nostra petizione online ha ottenuto più di 500 firme in pochi giorni. Ma la maggioranza aveva i numeri per farla passare.”. E se la regione lancia la Festa della famiglia Naturale, la comunità lgbt è pronta a rispondere con la Festa delle Famiglie Venete. “E’ in programma per il 16 novembre prossimo – continua Stella – e coinvolgerà tutte le famiglie, quelle eterosessuali, quelle arcobaleno e tutte le altre che credono in una società aperta e democratica. Coinvolgeremo, da ora in avanti, tutte le associazioni che sul territorio si battono per una società accogliente e plurale, partendo proprio dalle famiglie”.

Si tratta di una bruttissima pagina per i veneti – scrive in una nota Alessandro Zan -, che denuncia il fallimento per la politica di Zaia e una disarmante incapacità di rispondere alle esigenze reali delle famiglie “. Per Zan siamo difronte alla “valorizzazione dell’omofobia e alla criminalizzazione della diversità”. Il deputato veneto annuncia poi un ricorso alla Corte Costituzionale “affinché sia ripristinato e garantito il rispetto dei diritti fondamentali del cittadini, senza distinzione alcuna. Una vicenda, quella della mozione veneta (la stessa approvata dal consiglio comunale di Palermo per iniziativa del consigliere Figuccia, ma anche in Lombardia e ad Assisi), su cui il governatore Zaia non è intervenuto. “UN silenzio omertoso – incalza Zan – che conferma che questa amministrazione fa carta straccia degli impegni presi”. Il voto di oggi, infatti, è in totale contraddizione con la mozione contro l’omofobia approvata nel 2012 dallo stesso consiglio regionale

Leggi   Sapienza, preside di Ingegneria annulla evento su informazione e prevenzione HIV: scoppia la polemica
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...