VENETO: SCONTRO SULLE COPPIE GAY

di

Il leghista Stival annuncia al Forum Giovani che "è necessario non riconoscere le unioni omosex". Protesta Arcigay: "atteggiamento disumano e razzista". E si annuncia una querela.

637 0

PADOVA – Dopo le vicende toscane e umbre, anche nella Regione Veneto, dove il Consiglio sta discutendo il nuovo Statuto, si accende lo scontro sul riconoscimento delle coppie di fatto. Il Consigliere della Lega Nord, Daniele Stival (foto sotto), ieri nella giornata conclusiva del Forum Regionale dei Giovani a Jesolo, ha parlato del dibattito in corso in Consiglio Regionale sul nuovo Statuto veneto fermo, tra l’altro, sulle questioni relative al riconoscimento della famiglia e delle altre forme di convivenza: per Stival, «è necessario non riconoscere le coppie di giovani omosessuali» perché «al di là delle scelte di vita individuali, i politici hanno il dovere di scegliere a chi dare importanza e attenzione, perché ci sono fondi limitati per le politiche sociali».

Al Forum Giovanile erano presenti anche rappresentanti della sezione giovani del circolo Arcigay Tralaltro di Padova, che hanno tenuto per tutta la durata dell’evento un banchetto informativo nello spazio messo loro a disposizione dalla Regione. Le affermazioni di Stival hanno naturalmente suscitato le reazioni sdegnate degli attivisti omosessuali presenti in sala, che non sono stati comunque lasciati soli: gran parte dei giovani presenti, attivi in decine di associazioni di volontariato venete, si sono apertamente schierati a favore dei gay e delle lesbiche, condannando le affermazioni dell’esponente leghista.

«La Lega si svela di nuovo come il partito disumano e razzista quale è – afferma Fabio Saccà, portavoce dei Gruppi Giovani Arcigay Veneto – Gli omosessuali sono il 10% della popolazione. Siamo giovani, adulti, anziani. Siamo studenti, siamo lavoratori, siamo cittadini che pagano le tasse come tutti. Anche noi abbiamo diritto a politiche sociali sulla casa, il diritto alla salute, all’assistenza in famiglia».

Anche numerosi giovani del pubblico sono intervenuti, solidarizzando con Arcigay; un giovane di Belluno, rispondendo a Stival, ha detto che «oggi un single è famiglia, una coppia di fatto è famiglia. Il suo atteggiamento è anticristiano e travisa il messaggio di amore della cristianità. E’ vergognoso che i politici più indemocratici siano i primi a farsi portavoci e difensori della religione».

Secondo Fabio Saccà (foto), Stival avrebbe giustificato il suo intervendo affermando che la scelta omosessuale “è un’offesa alla natura dell’uomo”. Ma il Consigliere regionale nega di aver fatto questa affermazione: «nel mio intervento non ho mai pronunciato la frase che erroneamente il portavoce dell’Arcigay Giovani mi attribuisce – spiega Stival, che minaccia di querelare il giovane per calunnia – Piuttosto il mio ragionamento politico verteva sul fatto che la maggioranza di centrodestra, e la Lega Nord in primis, stanno promuovendo una serie di iniziative per sostenere la famiglia naturale. Ritengo che i gay, che sono liberissimi di professare le loro scelte in campo sessuale, non abbiano niente a che fare con la “famiglia naturale” comunemente intesa, e che quindi non debbano essere considerati beneficiari di quegli interventi economici che invece la Regione eroga a favore delle vere famiglie naturali».

«Stival crede di poter cambiare il senso delle sue parole – è la pronta risposta di Fabio Saccà – Ma quello che emerge anche dalle dichiarazioni di oggi è che la Lega non considera naturale la famiglia omosessuale. Mi spiace informare il consigliere Stival che le coppie gay e lesbiche si basano sull’amore, sulla responsabilità, sulla condivisione di un progetto di vita allo stesso modo delle coppie eterosessuali. Limitare quindi l’omosessualità a una mera “scelta sessuale” è del tutto improprio».

Leggi   Stati Uniti, il ministro della Giustizia: “La legge sui diritti civili non prevede protezione per le persone LGBT”

«Se il Consigliere Stival si ritiene in buona fede – conclude il portavoce dei Giovani dell’Arcigay Veneto – lo invitiamo a un confronto libero e democratico con la nostra associazione, anche in vista dell’approvazione dello Statuto Regionale Veneto. La Toscana, l’Umbria e tra poco l’Emilia Romagna, hanno scelto di dare attenzione e favorire i progetti di vita delle coppie “non tradizionali”. Sta all’amministrazione veneta scegliere se stare al passo coi tempi oppure no».

Ma la maggioranza di centrodestra del Consiglio Regionale Veneto non sembra affatto intenzionata a riconoscere coppie diverse da quelle sposate. Pochi giorni fa la consigliera di An Elena Donazzan aveva ribadito che «Alleanza Nazionale nella sua politica per la famiglia vorrebbe che lo Statuto del Veneto parlasse con chiarezza di famiglia naturale fondata sul matrimonio quale riferimento stabile, solidale ed organizzato, cellula primaria di una società sana, la società che vorremmo per il Veneto del futuro» e ha ricordato che una proposta di un emendamento in tal senso fatta dal gruppo di Alleanza Nazionale è stata accolta da tutta la maggioranza della Casa delle Libertà.

Giampietro Marchese, capogruppo DS al Consiglio Regionale, presente anche lui al dibattito di Jesolo in cui Stival avrebbe fatto le affermazioni incriminate, ricorda che i DS hanno presentato un emendamento di segno opposto: «La bozza iniziale dello Statuto prevedeva solo la “tutela della famiglia” senza specificare quali casistiche rientrassero nella definizione; ma dopo l’emendamento presentato dalla maggioranza che vuole escludere tutte le coppie non sposate, abbiamo presentato un nostro emendamento che prevede un esplicito riconoscimento anche delle altre forme di unione. Al momento il dibattito è bloccato sulla contrapposizione tra queste due posizioni; se la maggioranza non ammorbidirà le sue, perdureremo nello scontro, rischiando addirittura di non approvare affatto lo Statuto».

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...