Venezia: Todd Haynes e i gay degli anni ’50

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VENEZIA - Gli anni Cinquanta nel XXI secolo. E' il "miracolo cinematografico" di "Far from heaven", film diretto dall'americano Todd Haynes e presentato in concorso alla Mostra del...

VENEZIA – Gli anni Cinquanta nel XXI secolo. E’ il "miracolo cinematografico" di "Far from heaven", film diretto dall’americano Todd Haynes e presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Interpretato da Julianne Moore, Dennis Quaid e prodotto da Steven Soderbergh e George Clooney, il film, ambientato negli anni Cinquanta racconta la storia di una privilegiata casalinga americana la cui vita viene sconvolta dalla scoperta dell’omosessualita’ del marito, ad offrirle comprensione e’ un giardiniere nero, Raymond, vittima pero’ del pregiudizio razziale dell’epoca. "Far from heaven" si ispira ai "grandi film per donne" di Hollywood degli anni Cinquanta ricalcando stile, regia e personaggi ma riuscendo a renderli attuali al pubblico del 2000.

"Lo stile – spiega il regista – e’ derivato dai film di Douglas e Sirk, storie come ‘Lo specchio della vita’ o ‘Come le foglie al vento’. Ma abbiamo lasciato i riferimenti alla societa’ contemporanea, anche se sono impliciti". Due i temi affrontati nel film: l’omosessualita’ e il razzismo. "L’omosessualita’ – spiega Haynes – negli anni Cinquanta non poteva neanche essere discussa al cinema ma nei film con Rock Hudson di Sirk si puo’ intravedere questo tema. Riuscire a fare arrivare questi temi al pubblico di oggi e’ stata una sfida ed anche una mia vendetta contro chi dice che nei miei film precedenti (tra cui ‘Safe’ e ‘Velvet goldmine’) non c’era emozione".

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