Vermont: "suprema" conferma alle unioni civili

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La Corte Suprema dello stato americano ha rigettato alcuni ricorso che volevano rendere incostituzionale la legge che garantisce alle coppie gay molti dei diritti di quelle sposate.

La Corte Suprema del Vermont ha rigettato un tentativo di abolire la legge dello stato sulle unioni civili, che garantisce alle coppie gay e lesbiche molti dei diritti e dei benefici accordati alle coppie sposate.

Con una sentenza emessa il 26 dicembre da tutti e cinque i giudici e pubblicata ieri (giovedì), la corte ha messo da parte due importanti reclami presentati dai contribuenti, dai legislatori e dai segretari comunali.

Un reclamo affermava che la legge sulle unioni civili non è valida perché 14 membri del Parlamento del Vermont che la sostenevano avrebbero fatto ciascuno una scommessa da un dollaro sul risultato di una votazione preliminare. Nell’altro reclamo, i segretari comunali argomentano l’incostituzionalità della legge perché li forzerebbe a violare il loro credo religioso secondo il quale l’omosessualità è sbagliata.

L’alta corte ha affermato che sta al Parlamento decidere se i legislatori che hanno fatto la scommessa sono da interdire. Ha infatti spiegato che la disputa riguarda "argomenti costituzionalmente affidati al legittimo e esclusivo giudizio del Parlamento, non a questa Corte".

I giudici non hanno sentenziato direttamente sul ricorso secondo il quale la legge violerebbe il credo religioso dei segretari comunali. Ma ha descritto come "altamente discutibile" l’"affermazione che un pubblico ufficiale… possa conservare un ruolo pubblico se rifiuta di adempiere a un diritto generalmente applicabile in quel ruolo, per motivi religiosi".

La Corte ha anche fatto notare che la legge soddisfa anche i funzionari permettendo loro di nominare un assistente per svolgere attività riguardanti le licenze.

di Gay.com UK

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