Verona, il Comune cancella evento LGBT: “Contenuti non adatti”

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Ogni riferimento all'iniziativa è stato cancellato dal sito. Il sindaco Sboarina: "Il festival è destinato a bambini e famiglie".

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“Contenuti non adatti”: è con questa motivazione che il Comune di Verona ha annullato in queste ore un evento esplicitamente indirizzato all’inclusione delle minoranze, tra cui la comunità LGBT.

Il festival Tocatì, storico festival (è ormai alla quindicesima edizione) destinato ai giochi di strada e in programma fino a domenica, avrebbe dovuto ospitare la nona edizione di “Biblioteca Vivente”, programmata negli spazi della Biblioteca Civica per sabato 16 e domenica 17 settembre. Il progetto, curato dalla Fondazione San Zeno Onlus (presieduta dal patron di Calzedonia, Sandro Veronesi), è testualmente “un esperimento volto a creare una cultura più aperta al dialogo e che non discrimini le persone in base alla loro origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali, al genere, all’orientamento sessuale, all’età o alla condizione di disabilità”.

E funziona così: i libri sono persone in carne e ossa che si assegnano un titolo a partire da un aspetto della propria identità, che spesso le porta a subire ingiustizie e discriminazioni. Ogni lettore può prenotare un “libro” a scelta dal catalogo e interagire per un tempo di circa trenta minuti. Tra i titoli scelti quest’anno figuravano: “Diversamente amare”, “Quando ero frocio”, “Semplicemente gay”, “Lesbica e va bene così” e “Mio figlio gay”.

Quasi come un fulmine a ciel sereno, però, ogni riferimento all’iniziativa, peraltro già applicata lo scorso anno (e senza alcuna obiezione), è stato rimosso dal sito del Tocatì. In una nota il Comune di Verona si giustifica così: “Dopo un confronto con gli organizzatori, abbiamo ritenuto che la tipologia di contenuti non fosse adeguata al messaggio culturale del festival dei giochi di strada, tradizionalmente indirizzato alle famiglie e al pubblico dei bambini quale occasione ludica e di riscoperta del gioco popolare”.

La richiesta è partita da Filippo Grigolini, Antonio Zerman e Andrea Cona (presidente e consiglieri in seconda e terza circoscrizione del Popolo della Famiglia di Verona), che si sono rivolti al sindaco Federico Sboarina.

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