Vescovi spagnoli contro donne libere e gay

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Dure le reazioni al documento dei vescovi spagnoli che attacca l’emancipazione femminile e i diritti degli omosessuali.

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MADRID – L’emergenza sulle violenze domestiche subite dalle donne, crescenti in modo allarmante, ha scatenato in Spagna una rovente polemica in seguito ad un documento diffuso nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale spagnola, nel quale si riconduce il drammatico fenomeno a conseguenza della liberalizzazione dei costumi. Secondo i vescovi la rivoluzione sessuale avrebbe lasciato “tracce indubbie del suo effetto perverso” e mettono in relazione questo fenomeno con le sempre più frequenti violenze di mariti e fidanzati sulle loro compagne. Montserrat Comas, magistrato e presidente dell’Osservatorio contro la violenza domestica, ha detto di “non condivide per niente” il ragionamento dei vescovi e che i prelati “vivono ormai senza alcun contatto con la realtà sociale”.

Naturalmente i vescovi se la sono presa anche con le “lobby” omosessuali, che “rivendicano come privilegio i pretesi ‘diritti’ di pochi, erodendo così valori fondamentali della società di tutti”. Ha risposto loro in modo eloquente Beatriz Gimeno, la presidente della Federazione spagnola GLBT, sottolineando il fatto che i vescovi “stanno perdendo la loro influenza politica e sociale, e per questo attaccano i principi di una società democratica, sognando i tempi della famiglia patriarcale, nella quale la donna è sempre e comunque sottomessa agli uomini”. Fredde le reazioni al documento pastorale anche da parte di ambienti solitamente vicini alla Chiesa, a cominciare dal governo e fino al quotidiano cattolico Abc.

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