Vescovo gay: episcopali verso lo scisma?

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Dopo la conferma dell'elezione a vescovo del reverendo omosessuale Gene Robinson, la Chiesa Episcopale Americana rischia di affrontare uno scisma.

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MINNEAPOLIS – Dopo la conferma dell’elezione a vescovo del reverendo omosessuale Gene Robinson, la Chiesa Episcopale Americana rischia di affrontare uno scisma. Dopo tre giorni di dibattito, la maggioranza si è pronunciata a favore della nomina a vescovo del New Hampshire per l’ecclesiastico gay che aveva appena scagionato dall’accusa di molestie sessuali. Furiosa la reazione di una ventina di vescovi conservatori che si erano opposti alla nomina perchè l’omosessualità viola i precetti della Bibbia. «Il sinodo si è diviso da milioni di anglicani nel mondo», ha denunciato il vescovo di Pittsburgh, Robert Duncan. E’ già stata convocata una riunione in ottobre con i vescovi tradizionalisti di Africa e Sudamerica per organizzare una risposta a quella che viene vista come una deriva della Chiesa episcopale verso «la falsa dottrina». Ma c’è già chi parla apertamente di creare un nuovo sinodo episcopale per il Nordamerica e di chiederne il riconoscimento all’arcivescovo di Canterbury.
Il Consiglio anglicano americano, un organismo conservatore, ha annunciato una riunione speciale a Plano, in Texas, a inizio ottobre dei vescovi «moderati» per decidere il da farsi. Il presidente del sinodo episcopale, Frank Griswold, ha ammesso «il momento difficile» e ha chiesto a tutti «di essere sensibili alle posizioni degli altri». «La mia speranza – ha dichiarato l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, capo dei 74 milioni di anglicani sparsi per il mondo – è che la chiesa in America e nel resto della comunione anglicana avranno l’opportunità di considerare questo sviluppo prima che vengano prese decisioni significative e irrevocabili in risposta».
Robinson, che da 13 ani ha una relazione con un uomo, è divenuto il primo vescovo dichiaratamente omosessuale nella Comunione anglicana, la seconda chiesa internazionale per diffusione e grandezza. Dopo la conferma della nomina, ha detto di sentirsi «avvolto nell’amore». «Abbiamo davanti a noi giorni difficili, questa non è una sorpresa per nessuno – ha osservato – ma devo dire che ho una grande fiducia nell’arcivescovo di Canterbury e in tutti i nostri vescovi che in qualche modo si possono riparare le divisioni che emergeranno nei prossimi giorni, mesi e anni».

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