Via al secondo micropride. Prefetto: La città non è omofoba

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La manifestazione partirà dalla gay street questa sera. Il prefetto: "Roma non è omofoba". Ma anche Amnesty esprime preoccupazione per i recenti episodi. Attesa per il giudizio su...

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Tutto pronto per la seconda micro-manifestazione che partirà

questa sera dalla gay street (via San Giovanni in Laterano) per dirigersi presumibilmente in Campidoglio. Anche l’armamentario del "buon manifestante" è micro: bandiera rainbow e candela. La fiaccolata sfilerà senza slogan né bandiera riconducibili a partiti politici o associazioni. L’espisodio delle bombe carta, intanto, dà al corteo un significato di rivendicazione per una legge contro l’omofobia. Eppure, nonostante l’escalation che ha tinto di nero l’estate 2009 – dall’aggressione di Maria Luisa Mazzarella fino alle micro-bombe di martedì -, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha fatto sapere di ritenere questi episodi come isolati. «Sono episodi deplorevoli, che vanno condannati, ma non parlerei di omofobia», ha detto Pecoraro in un’intervista al Messaggero. «Non ci troviamo di fronte a un fenomeno di intolleranza verso i gay – prosegue il prefetto – sono episodi isolati, aggressioni commesse da balordi che non vanno amplificate perche’ il pericolo è l’emulazione. È necessario – conclude Pecoraro – assumere delle iniziative come sta già facendo il Comune»

A preoccuparsi è invece Amnesty International, che ha espresso

la propria preoccupazione per la crescente intolleranza nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender in Italia e ha sollecitato indagini e misure di prevenzione efficaci. «Nelle ultime settimane – evidenzia Amnesty – diversi altri attacchi omofobici sono stati registrati ancora a Roma e in altre citta’ italiane. In assenza di dati ufficiali relativi ai crimini basati sull’intolleranza contro persone Lgbt, l’Arcigay ha segnalato che il numero di tali episodi nei primi nove mesi del 2009 ha gia’ raggiunto quello complessivo del 2008». «Di fronte a questo scenario – prosegue l’organizzazione – Amnesty International chiede alle autorita’ italiane di assicurare che i crimini commessi contro persone a causa della loro identita’ di genere o del loro orientamento sessuale siano efficacemente indagati e che chiunque sia ritenuto responsabile sia portato di fronte alla giustizia».

Buone notizie sul fronte giudiziario. Il pubblico ministero Pietro

Pollidori firmerà entro la fine della prossima settimana la richiesta di giudizio immediato per Alessandro Sardelli, conosciuto come "Svastichella", attualmente in carcere per aver aggredito una coppia di gay fuori dal Gay Village. Uno dei ragazzi aggrediti, Dino G, è ancora ricoverato all’ospedale S. Eugenio. L’accusa per "Svastichella", il quale sostiene di essere stato provocato dai due giovani, è quello di tentativo di omicidio. Subito dopo il fatto accaduto il 22 agosto scorso, Sardelli era stato interrogato e rimesso in libertà. Ma il 26 agosto successivo il gip Renato Laviola, su richiesta della Procura della Repubblica ne ordinò l’arresto. Prima di firmare la richiesta di giudizio immediato Pollidori attenderà che gli venga consegnata una relazione sulle condizioni di Dino G. che attualmente è in ospedale ma si è praticamente ristabilito tanto che potrà lasciare il S. Eugenio tra qualche giorno.

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