VIA I GAY DALLA CHIESA

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Gli omosessuali non potranno diventare preti: lo sancisce un documento del Vaticano svelato da Repubblica. Dalle gerarchie arriva una mezza smentita. Si indigna Lo Giudice: "è una caccia...

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CITTA´ DEL VATICANO – La Chiesa vuole chiudere tutte le porte alle persone omosessuali che intendano diventare preti. Sarebbe questa la conseguenza del documento di Istruzione preparato dal Vaticano riguardante l’ammissione dei candidati al sacerdozio, il cui contenuto è stato rivelato oggi dal quotidiano la Repubblica. Secondo l’autore dell’indiscrezione, il giornalista Marco Politi, «il divieto di ordinazione per gli omosessuali è netto. Le tre pagine, che compongono il documento, in un crescendo di negazione. L´accesso al sacerdozio di seminaristi gay "è sconsigliato". E, in ogni caso – afferma con nettezza il progetto di Istruzione – "è da escludere". L´inclinazione omosessuale, viene spiegato, costituisce infatti di per sé un rischio per la vita sacerdotale».

Insorge Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, che esprime «la più forte indignazione» per questa «nuova caccia alle streghe»: «Fin qui le gerarchie vaticane hanno sempre sottolineato che la condanna verso i comportamenti omosessuali non comportava in alcun modo una condanna verso la condizione omosessuale, considerata non ostativa persino per il raggiungimento della santità – spiega Lo Giudice – Come si concilia l’espulsione dai ranghi del clero della massa di sacerdoti e seminaristi omosessuali indipendentemente dalla pratica omoerotica?».

Per Giovanni Felice Mapelli del Comitato Direttivo dei Teologi, la notiza è «sconcertante ed inaudita, perché sancirebbe la visione di un Dio che esclude e che crea la segregazione, un Dio razzista, e la coscienza dei cristiani, la fedeltà ai principi evangelici non possono che ripudiarla».

Nel pomeriggio, le gerarchie vaticane si sono affrettate a emanare una mezza smentita: la sala stampa ha precisato che al momento, alla Congregazione dell’Educazione Cattolica, è allo studio solo «un documento riguardante l’ammissione dei candidati al sacerdozio», la cui elaborazione «è solo all’inizio e pertanto non è possibile prevederne i tempi di pubblicazione. Di certo non entro l’anno». E, comunque, non ci sarebbe nessuna Istruzione dedicata esclusivamente al problema degli omosessuali in seminario.

Ma la precisione delle indiscrezioni riportate da Repubblica e l’urgenza più volte manifestata dalla Chiesa di trovare una soluzione allo scandalo dei preti pedofili in America, rendono più che verosimile l’esistenza di questa bozza di documento. Sui tempi di approvazione, Politi riferisce che «l´iter dell’Istruzione è in fase avanzata, e adesso si è passati alla seconda fase. Il progetto viene fatto circolare fra consultori ed esperti per raccogliere pareri sulla versione definitiva. C´è anche – riferisce l’autore dell’articolo apparso su Repubblica – chi vorrebbe bruciare i tempi diramando una semplice esortazione ai rettori di seminario affinché "escludano" i seminaristi gay dal sacerdozio».

Il divieto di seguire le tendenze omosessuali per i sacerdoti non è nuovo: già in passato gli aspiranti preti venivano esaminati anche per verificarne l’idoneità psicologica, intendendo con questo anche la presenza o meno di una tendenza omosessuale. Tuttavia, l’Istruzione sarebbe la prima esplicita e perentoria esclusione delle persone gay dai seminari, indipendentemente che pratichino o no l’omosessualità.

«Sta per partire una caccia alle streghe che avrà un impatto negativo fortissimo su migliaia di adolescenti che si preparano al sacerdozio – denuncia indignato il presidente Arcigay Sergio Lo Giudice – Per i tanti giovani gay che vogliano seguire alla lettera le indicazioni vaticane, infatti, la scelta di indossare l’abito talare rappresenta il modo per onorare la richiesta di castità in modo dignitoso. A quei ragazzi oggi si dice che non sono degni né dell’amore né del sacerdozio e li si condanna all’isolamento e all’emarginazione. A loro – conclude Lo Giudice – vogliamo dire che, fuori dalla struttura repressiva del clero, un’altra scelta è possibile: quella della serena e piena accettazione della propria identità e della propria capacità di amare».

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