Via libera alle leggi pro-gay dei radicali

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Grazie a 196 parlamentari di ogni famiglia politica, le 25 proposte di legge di iniziativa popolare promosse dai Radicali, tra cui quelle sulel unioni gay, affronteranno l'iter parlamentare.

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Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani, interrompe il suo digiuno: grazie a 196 parlamentari di ogni famiglia politica le "25 proposte di legge liberali, liberiste e libertarie" di iniziativa popolare promosse dal suo partito verranno depositate affinché sia tempestivamente avviato l’iter parlamentare.

Tra le proposte, anche quella riguardante direttamente tutta la comunità glbt, che chiede la istituzione delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso e la possibilita’ per le persone dello stesso sesso di accedere all’istituto del matrimonio.

Il Fuori!, movimento omosessuale vicino ai radicali, si dice "orgoglioso" per aver in qualche modo favorito questo positivo anche se parziale risultato, «sia partecipando attivamente alla raccolta delle firme, sia impegnandoci in un’informazione assidua e costante su questa iniziativa e sulle giuste motivazioni del successivo digiuno di protesta del Segretario dei Radicali Daniele Capezzone in favore delle libertà (troppo spesso violate) di espressione e di informazione».

Il Fuori! segnala «con particolare piacere e motivata stima l’impegno profuso in questo senso dall’Onorevole FRANCO GRILLINI e da tutta L’ARCI GAY».

«Ci è francamente dispiaciuto notare – aggiungono al Fuori! – che tra i 196 parlamentari che hanno accolto con questa coraggiosa iniziativa le proteste di Daniele Capezzone e dei Radicali Italiani mancano i nomi degli Onorevoli Nicola Vendola e Titti De Simone».

«Non ci nascondiamo certo – conclude il Fuori! – che sicuramente questa proposta non avrà vita facile in Parlamento e che, anzi, sarà probabilmente destinata a non avere il successo che meriterebbe. Tuttavia invitiamo tutti a non sottovalutare l’importanza e l’impatto politico e sociale che una simile discussione parlamentare potrebbe portare nella palude stagnante in cui annaspano i diritti civili e libertari nel nostro Paese. Facciamo quindi un appello perché un sostegno unanime o il più possibile vasto non venga a mancare da parte di tutta la comunità e dei militanti del movimento glbt proprio in questo momento e soprattutto quando in effetti questo progetto di alto spessore politico si concretizzerà».

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