VIDEOGAME CONTRO LA CHIESA

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E' stato diffuso su internet dai giovani socialdemocratici un gioco elettronico che critica la posizione vaticana sull'uso del preservativo.

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STOCCOLMA – Un videogame per denunciare la politica del Vaticano sulla lotta all’Aids: l’idea lanciata dall’associazione dei giovani socialdemocratici svedesi (SSU) sta sollevando una vivace polemica, e reazioni risentite da parte della Chiesa cattolica svedese.
Il videogame, che si puo’ liberamente giocare su internet, e’ stato battezzato “The Vatican Blast”: il giocatore deve colpire, con un lancio di preservativi, un vescovo che gira per il mondo diffondendo l’Aids attraverso la predicazione contro l’uso dei profilattici. Il vescovo a sua volta puo’ reagire distruggendo i priofilattici, e l’abilita’ del giocatore sta nell’impedirlo.
E’ evidente l’intento del gioco: condannare l’opposizione della Chiesa all’uso del preservativo sia nella lotta all’Aids che per il controllo delle nascite, e denunciare gli effetti “catastrofici” che questa posizione produce specialmente sui paesi del terzo mondo.
Adalan Shekarabi, presidente del SSU, spiega che la Chiesa contribuisce alla diffusione dell’Aids opponendosi all’uso del preservativo. E nel sito web della sezione giovanile del partito ricorda che la Chiesa cattolica ha perseguito attivamente una campagna contro l’uso del preservativo e contro l’educazione sessuale nelle Filippine, in Sudafrica e in numerosi altri paesi dell’Africa come lo Zambia. In questo paese, afferma Shekarabi, la Chiesa Cattolica ha bloccato nel 2001 una campagna sanitaria che incoraggiava i cittadini a usare il profilattico per fermare la diffusione dell’ Aids.
Il Videogioco denuncia anche la condanna, da parte della Chiesa, dell’aborto, anche in caso di stupro.
L’addetta stampa della Chiesa cattolica in Svezia, Maria Hasselgren, ha dichiarato che con la sua iniziativa la SSU “offende tutta la Chiesa cattolica”. In un’intervista al quotidiano Svenska Dagbladet, la signora Hasselgren rileva che i cattolici in Svezia si sentono accusati ingiustamente di essere responsabili per la diffusione del virus.
Anche la segretaria generale della “Commissione cattolica per la pace e i diritti”, Madeleine Fredell, in una “opinione” pubblicata da Svenska Dagbladet, condanna il videogioco che “manca di rispetto per la fede e la buona volonta’ di altre persone, ed e’ umiliante soprattutto per i cattolici del terzo mondo”.

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