Vietato, per il secondo anno, il Belgrado Pride

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Per questioni di sicurezza, il ministero degli interni ha deciso di revocare le autorizzazioni alla parata dell'orgoglio gay, ma anche alle manifestazioni degli ultranazionalisti omofobi.

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E’ in programma per sabato prossimo il Pride di Belgrado che però è stato ufficialmente vietato dalle autorità per ragioni di sicurezza. Ad annunciare il provvedimento è stato il ministero dell’Interno precisando che il divieto non si limita alla sola parata, ma riguarda anche tutte le manifestazioni e i raduni previsti per la stessa giornata e organizzati dai gruppi ultranazionalisti in opposizione proprio al Pride.

E’ un copione già visto, dato che anche lo scorso anno il Pride di Belgrado venne stoppato in extremis per le stesse ragioni di sicurezza, dato che l’anno precedente la parata era finita in scontri e violenze tra gli ultranazionalisti e la polizia.

Anche per quest’anno, il gruppo ultranazionalista e omofobo "Dveri" aveva annunciato un corteo per opporsi alla parata dell’orgoglio lgbt definita "vergognosa" e contro una mostra ritenuta "blasfema" per la presenza di alcune foto di un artista svedese che ritraevano una Madonna lesbica e un Cristo trans in abiti femminili.

Prima che giungesse il divieto ufficiale da parte del governo, in sostegno della comunità lgbt serba si è espressa la commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmstroem.

"L’omofobia in Europa – aveva detto Malmstroem in un messaggio – è un problema serio, e perciò questa settimana tutti gli occhi sono puntati sulla Serbia”. "Amore, Fiducia e Speranza è lo slogan del Gay Pride di Belgrado – aveva osservato Cecilia Malmstroem -. Ed esso è effettivamente sull’amore. Sul diritto ad amare colui che si ama, senza perdere i propri diritti, senza essere discriminati e senza rischiare minacce e violenze". ”Ma è anche la fiducia nel fatto che la società può essere cambiata – aveva auspicato la commissaria -, e la speranza che un giorno potrete vivere in una società aperta e tollerante”.

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