Villa (Udc): “Isolato dopo il coming out, lascio il partito”

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Il genovese, consigliere nazionale del parito di Casini, aveva dichiarato la propria omosessualità dopo l'annuncio del Pride a Genova. Da allora è stato isolato al punto di preferire...

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"Ho partecipato alla fondazione del partito, ho collaborato per anni con il segretario regionale Rosario Monteleone e ho sostenuto lealmente la linea di Casini" ma dopo avere dichiarato "con sincerità" di essere omosessuale, è stato emarginato e isolato all’interno del partito, quell’Udc in cui lui, Alberto Villa, 38enne genovese, credeva tanto e di cui era consigliere nazionale. L’isolamento è stato tale che adesso l’ex dirigente non si sente più rappresentato da quella compagine politica e con una lettera a Cesa, Buttiglione e Casini si è dimesso.

Tutto nasce quando Arcigay annuncia di avere scelto Genova per il Pride del 2009 e che la data potrebbe essere il 13 giugno, giorno del Corpus Domini. "Ho visto — ha detto Villa a proposito delle dichiarazioni di politici  genovesi alla notizia della decisione di Arcigay — reazioni veramente stravaganti anche nel mio partito. Come se a Genova dovessero arrivare orde di pazze seminude con le piume, ho sentito parlare di oscenità e di carnevalate. E ho deciso di intervenire. Che io sia omosessuale ritengo che lo sapessero tutti, ma fino ad allora era un fatto mio. Ho fatto outing per chiedere un dibattito nel partito. Invece ho ricevuto un attacco inaudito dal segretario regionale Monteleone che ha perfino dichiarato di non sapere bene chi fossi: io gli ho organizzato la campagna elettorale".

Per niente imbarazzato, Monteleone ha dichiarato che Villa "a esposto posizioni sulla famiglia e sui gay in netto contrasto con la linea dell’Udc. Si è isolato da solo". Tutto quello che Villa voleva fare nel suo partito era parlare di alcuni argomenti: adozioni, coppie di fatto, diritti delle persone lgbt. "Non dico che siano cose giuste a prescindere – ha detto – ma almeno parlaimone. E invece no, nell’Udc non se ne può parlare. Discriminato no, non lo sono stato – conclude -: discriminazione è una parola pesante e va usata con cautela. Mi hanno avvolto nel silenzio. Quello che mi è successo è la dimostrazione di quanto fa paura il Gay Pride. E di quanto fa paura spiacere alla Curia".

"Esprimiamo ad Alberto Villa, che ha oggi deciso di dimettersi vista l’emarginazione subita dopo la dichiarazione pubblica della sua omosessualità, la più fraterna nostra solidarietà – si legge in un comunicato stampa di Arcigay – . Solo in Italia accade che dirigenti politici locali e nazionali, quando finalmente decidono di abbattere il muro dell’ipocrisia rispetto al proprio orientamento sessuale, siano nei fatti costretti a rinunciare ad un impegno politico che per quanto riguardava Villa era assai intenso nella sua città e nella sua regione". "Ha fatto bene – aggiunge Franco Grillini -, anzi benissimo Alberto Villa a denunciare l’impossibilità in Italia di essere di destra ed insieme omosessuale visibile se si occupano posizioni di potere o si rivestono incarichi dirigenziali nel partito".

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