Violenza omofobica: interpellanza parlamentare di De Simone

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Gli atti di violenza contro le persone omosessuali e transgender sono in crescita. In Parlamento Titti De Simone chiede cosa il Governo intenda fare per contrastare il fenomeno.

ROMA – A seguito del recente, ennesimo atto di violenza ai danni di persone omosessuali successo a Bari la parlamentare Titti De Simone (Prc) ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se e quali iniziative il Ministero dell’Interno intende prendere per cercare di contrastare un fenomeno che appare in crescita. Nell’interpellanza De Simone ricorda che «nella notte tra il 19 e 20 novembre 2006 a Bari un giovane è stato selvaggiamente picchiato all’uscita da un locale nel quale si tiene ogni settimana una serata gay (Il Corriere del Mezzogiorno – Mercoledì 22 novembre 2006). Il giovane è stato picchiato da una banda di cinque ragazzi, non ancora identificati, i quali sono prima entrati a scopo provocatorio nel locale e poi lo hanno aggredito fuori dal locale; il giovane è stato ricoverato in ospedale, con trauma cranico e ferite, per medicare il ventisettenne sono stati necessari 18 punti; l’episodio si inserisce in una serie di atti di violenza, di aggressione e di vandalismo che hanno avuto luogo negli scorsi mesi a danni di cittadini/e omosessuali, lesbiche, e/o transgender; si è trattato quindi, secondo l’interrogante, dell’ennesimo episodio omofobo, razzista e discriminatorio, da parte di soggetti che, evidentemente, si sentono liberi di agire indisturbati e impuniti; tali atti sono frutto di una persistente omofobia che produce nel nostro paese profonda discriminazione, ingiustizia e violenza ai danni delle persone omosessuali e lesbiche, e da troppo tempo si verificano in diverse città italiane alimentando un clima di insicurezza e di minaccia per la libertà.»
La parlamentare di Rifondazione chiede dunque al Ministro dell’Interno Giuliano Amato «se non intenda adottare iniziative normative per combattere la violenza omofobica anche con l’estensione della legge Mancino di casi di discriminazione motivata dall’orientamento sessuale; se ritenga di dover intervenire, con misure di prevenzione affinché sia garantita la sicurezza delle persone omosessuali, lesbiche e transgender.» (RT)

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