Viotti a Renzi: “Mille giorni? Fatichiamo a crederci”

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L'eurodeputato Pd: "Mai tempo per i diritti". Romani: "Imbarazzante. Ci eviti le tasse".

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L’annuncio di Renzi oggi alle Camere , che di fatto annulla la promessa fatta di una legge sulle unioni civili entro settembre spostando il termine a “entro mille giorni” sta facendo molto discutere anche all’interno dello stesso Pd. E’ l’europarlamentare civatiano Daniele Viotti a giudicare quella del suo segretario di partito “una promessa a cui fatichiamo a credere”.
“Oggi in undici secondi netti il presidente del Consiglio Matteo Renzi sposta ancora la data per la legge sulle unioni civili. La scadenza: altri mille giorni – ha dichiarato Viotti, co-presidente dell’intergruppo LGBTI al Parlamento europeo, in una nota -. Per i diritti civili non c’è mai tempo, in undici secondi abbiamo ricevuto l’ennesimo rinvio e un’altra promessa a cui fatichiamo a credere”.
“Se non esiste ancora un testo (e a quanto pare non esiste) la proposta Cirinnà può essere un punto di partenza anche se non prevede la parità effettiva che si raggiunge solo con il matrimonio egualitario – aggiunge Viotti -. E infatti rimane insoluta la questione di fondo che da tempo poniamo: qual è l’orizzonte del Pd? Per me deve essere la totale uguaglianza! Prendiamoci il tempo necessario per una legge che preveda il matrimonio egualitario, condividiamo le posizioni, ascoltiamo le associazioni e il movimento”.

“Se questo è l’orizzonte partiamo pure dal dibattito sulle unioni civili – conclude l’europarlamentare – ma siano rispettati i tempi dati. Non è ammissibile aspettare ancora, non è ammissibile vivere ancora in un Paese in cui i pochi progressi sui diritti civili sono ottenuti per decisione di amministrazioni locali coraggiose o attraverso sentenze di tribunali. Lo dico con una battuta: speriamo che oggi alla direzione nazionale il segretario del partito faccia pressioni sul premier”.
E le critiche continuano a fioccare anche dalle associazioni. Pochi minuti fa, in una nota, il presidente di Arcigay Flavio Romani ha dichiarato: “Non gli crediamo: il premier si sta prendendo gioco di noi”.
“I continui rinvii e le promesse da marinaio – dice Romani – sono una pratica intollerabile per un Primo Ministro, una modalità imbarazzante e poco seria con cui Renzi si prende gioco delle vite di milioni di cittadini e cittadine”.
“Renzi sacrifica i diritti delle persone LGBT sull’altare delle larghe intese – continua Romani – e abusando della sua doppia veste di capo del governo e segretario di partito tenta di paralizzare il lavoro parlamentare, facendosi beffe contemporaneamente di noi, delle regole della nostra democrazia e delle insistenti sollecitazioni delle supreme corti. Le persone gay e lesbiche, che come tutte le altre contribuiscono con il proprio lavoro e le proprie tasse a mantenere a galla questo paese malandato, non meritano questa ennesima presa per i fondelli. Se Renzi intende procrastinare la piena cittadinanza di queste persone, le sollevi per tutto il tempo di questa attesa dal pagamento di tasse e tributi. Oppure liberi il potere legislativo dalle sue continue e ormai inaccettabili invasioni di campo, permettendo l’approvazione di un disegno di legge che da troppo tempo attende il via libera”.

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