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San Valentino 2/Le storie gay dei personaggi famosi

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L’amore che ruba il cuore, che stravolge la vita, che dura per sempre o per uno sbatter di ciglia. L’amore sacro delle unioni senza vergogna, l’amore profano degli amanti clandestini, l’amore al cioccolato fondente di S. Valentino. Anche se ormai il 14 febbraio è diventata la festa dei pasticcieri felici, rimane sempre una buona occasione per dimostrare un po’ di tenerezza alla persona che, intrepida, continua a starvi accanto nonostante tutto.

Dell’amore ne hanno parlato tutti, da Herman Hesse ai Baci Perugina, quindi è inutile stare a perdere tempo. Per chi non è mai sazio di parole, in libreria è uscito un bel libro di Laura Laurenzi “Amori e Furori”, che racconta le passioni delle più celebri coppie del secolo scorso. Da Satre e Simone de Bevoire a Yoko Ono e John Lennon, senza nulla concedere alla prosa mielosa e stucchevole, ma quasi con spirito da cronista.

Ma gli amori maledetti, come li chiamava Verlaine, pensando al suo insano tormento per il giovane Rimbaud? Quelli di cui si sussurra il nome, come scriveva Wilde, cantando quell’amore per il suo biondo giovane marchese. Quello per cui morire, come fece Virginia Woolf, quando ormai realizzò che Greta Saackville West l’aveva dimenticata. Quelli che hanno bruciato, insomma, nel fuoco della passione. Luchino Visconti fu messo prontamente in guardia quando conobbe Helmut Berger: “Stai attento a quella marchetta tedesca” gli sussurrarono gli amici. Visconti non prestò fede ai consigli e celebrò il suo amore disegnando per Berger personaggi indimenticabili, come Ludwig, il nobile ufficiale delle SS de “La caduta degli dei” e il marchettaro di classe di “Gruppo di famiglia in un interno” . Caratteri immaginari, ma perfettamente collimanti con l’ambigua e cupa personalità del suo bellissimo compagno di vita. Luchino è morto, Helmut si è sposato con una donna e consolato con l’alcool.

Tutto finisce. E che dire degli altri? Verlaine sparatore folle, Wilde ciccione avanzo di galera e la Woolf con le pietre nel cappotto. Altri tempi. Per fortuna questa gran stupidata dell’amore vero solo se infelice e viceversa ha perso, ad oggi, ogni credito. O quasi. La morbosità si è attenuata, eccezion fatta per qualche politico pruriginoso. Possono quindi smangiucchiare in pace i loro cioccolatini a forma di cuore Elton John e il suo fidanzato David. Con tutti i soldi ricavati dall’asta dove si son venduti pure gli scendiletto e le mutande della zia, si possono anche prendere un’indigestione. Ah, ma era per beneficenza, già! E il ragazzaccio della moda Alexander McQueen, che dopo anni di copule consumate nel peccato, ha deciso di rendere il suo bello un uomo onesto, sposandolo su uno yacht al largo di Ibiza. Pare che per l’occasione sia anche dimagrito oltre dieci chili. Dove non potè la dieta, poterono i sentimenti! Meno gaudioso sarà il 14 febbraio di George Michael. Pare che, nonostante la denuncia per atti osceni del 1998, quando fu beccato in un cesso pubblico di Los Angeles, con la bocca… occupata, non abbia perso il vizio del battuage. E il suo ragazzo, un modello di nome Alex, gli fa una scenata tutte le volte che esce per comprare le sigarette.

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Sul fronte degli indecisi il premio va ad Anne Heche. Mollata senza complimenti la “moglie” Ellen DeGeners, dopo una lunga campagna a favore delle unioni gay e con annessi talk show, ha dichiarato: “Ho interrotto questa relazione, perché non sono sicura della mia omosessualità.” Salvo poi farsi presentarsi ai Golden Globes mano nella mano e lingua in bocca con la Charlie’s Angel Lucy Liu. Più giovane e carina della povera Ellen.

E infine gli scoppiati. Nicole Kidman e Tom Cuise comprarono, qualche anno fa, una pagina di quotidiano per negare la loro reciproca e sussurrata omosessualità. Dopo la separazione si dice che la rossa Nicole si accompagni spesso con George Clooney, già in passato accreditato tombeur del rapper Marky Mark. Si ricomincia? Vuoi vedere che a pensare male, qualche volta si coglie nel segno?

di Paola Faggioli

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