VISIBILI A NEW YORK

di

La Grande Mela si afferma come la capitale mondiale della comunità gay e lesbica: prima in visibilità, perfettamente integrata e ricca di opportunità. Lo rivela un sondaggio.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1192 0

Ricordate quando i Village People cantavano Go west, invitando ad andare in California per essere liberi e felici? Oggi forse la canzone giusta sarebbe Go east, e non solo per il risaputo fascino che la città di New York ha sempre esercitato sui gay, ma anche per gli incoraggianti risultati di un recente sondaggio sui livelli di accettazione dei gay da parte della popolazione eterosessuale.

Il sondaggio, condotto dalla Global Strategy Group Inc. e pubblicato sul New York Magazine, sembra evidenziare una perfetta integrazione tra etero e gay, frutto della crescente visibilità dei gay e della conseguente consapevolezza degli etero.

Quasi la metà degli intervistati (46%) dichiara di avere un caro amico gay, un terzo (31%) un’amica lesbica. Gay e lesbiche sono dichiarati anche in famiglia, visto che il 19% ha un parente gay e il 13 % una parente lesbica. La visibilità sembra essere piuttosto elevata anche sul luogo di lavoro: il 39% della popolazione etero ha un collega gay, il 26% una collega lesbica.

Il principale risultato di tutta questa conoscenza dei gay da parte della popolazione etero sembra essere l’accettazione.

L’80% si dichiara a proprio agio con un poliziotto gay, il 70% con un medico gay, il 63% con membro gay del clero. Il 65% affiderebbe i propri figli a un maestro elementare gay e il 49% a un baby-sitter gay; l’equazione omosessualità=pedofilia è rifiutata dal 77% degli intervistati.

La popolazione sembra pronta anche ad avere rappresentanti politici apertamente gay: il 73% voterebbe per un candidato al Congresso, il 71% per il sindaco (la rilevazione è precedente all’elezione di Delanoe), mentre il 63% sarebbe pronto a votare per un candidato gay alle presidenziali. Anche sul piano giuridico i newyorkesi sembrano molto disponibili nei confronti di una maggiore apertura nei confronti degli omosessuali. Il 78% pensa che le leggi sui crimini dettati dall’intolleranza dovrebbero essere estese anche ai crimini contro i gay, il 65% si dichiara favorevole all’adozione da parte dei gay, il 58% pensa che bisognerebbe rendere legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Ancora una volta, tutta questa comprensione nei confronti delle istanze dei gay sembra essere frutto di una buona conoscenza degli omosessuali e delle loro dinamiche affettive: il 66% della popolazione etero ritiene equiparabili le relazioni etero e quelle gay, in termini di durata, affettività e monogamia.

Il sondaggio ha considerato anche un campione gay per fotografare la realtà sociale da più punti di vista. Si scopre così che il cammino verso una completa visibilità e auto-accettazione è ancora lungo. Il 71% dei gay intervistati si è dichiarato alla propria famiglia, il 68% ai propri amici e solo il 58% sul proprio luogo di lavoro. Curiosamente non arrivano al 100% le percentuali di accordo su temi come il matrimonio gay (92%), la possibilità di adozione (97%), l’estensione ai crimini contro i gay delle leggi sui reati d’intolleranza (96%).

Ancora più sorprendente è il dato sulla motivazione dell’omosessualità: secondo l’11% della popolazione gay (e il 14% degli etero) gli omosessuali scelgono di essere gay, mentre secondo il 20% (e il 32% degli etero) l’essere lesbica sarebbe il risultato di esperienze negative con gli uomini.

Il sondaggio è stato condotto tra il 4 e l’8 febbraio 2001, su un campione casuale di 308 cittadini di New York (di tutti e cinque i distretti) e di 292 residenti dei dintorni. Inoltre è stato preso in considerazione un campione di 300 omosessuali. Volendo fare una lettura trasversale dei dati relativi al campione eterosessuale, va detto che a maggiori livelli d’istruzione e di reddito corrisponde una maggiore possibilità di conoscenza di persone apertamente omosessuali e di conseguenza una maggiore apertura mentale verso di loro.

Leggi   C'è un libro su un coniglio gay che infastidisce il vicepresidente USA Mike Pence

Anche in Italia i giovani si dichiarano sempre più "aperti" nei confronti dell’omosessualità: lo rivela un sondaggio

Vuoi partecipare al prossimo gay Pride di New York? Scegli la nostra offerta viaggio su Out Travel.

Le immagini si riferiscono al Pride di New York del 2000.

di Antonio Zagari

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...