Visibilia contro GayLib

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L'associazione di lesbiche separatiste rinuncia al Pride perché organizzato anche da "lobbies liberalfasciste" come GayLib, che risponde: "nasconde la testa sotto la sabbia".

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Qualche polemica di carattere politico rischia di "rovinare la festa" del Gay Pride milanese, che domani dovrebbe raccogliere, stando alle previsioni, più di trentamila persone. L’ Associazione Culturale Lesbica Separatista Visibilia di Bologna ha emenato ieri un comunicato in cui spiegava la decisione di non aderire al Gay Pride del 23 giugno 2001 a Milano perché, «pur riconoscendo che la manifestazione è un importante momento di visibilità del movimento lesbico e gay, non si riconosce in alcuni contenuti e nemmeno nella mescolanza di formazioni politiche che lo compongono».

Visibilia accusa l’organizzazione della manifestazione di coinvolgere «anche lobbies omosessuali di stampo liberalfascista come GayLib», l’associazione di omosessuali liberali, colpevole, secondo l’associazione lesbica separatista, di essere preoccupata «solo di conseguire potere economico e benessere alla faccia di tutte le lotte finora condotte».

Stamane l’immediata risposta di Marco Volante, vicepresidente nazionale GayLib e portavoce Pride2001Milano: secondo Volante, Visibilia «nasconde la testa sotto la sabbia e si schermisce adducendo argomenti tanto falsi e pretestuosi che rasentano il ridicolo». Volante difende GayLib affermando che «bollare come fascista un movimento per i diritti civili delle persone omosessuali costituito esclusivamente da volontari, totalmente autofinanziato e riconosciuto dalle istituzioni più alte, come il Ministero delle Pari Opportunità di Laura Balbo o Katia Bellillo (liberalfasciste pure loro?) è un nonsenso politico e un modo volgare per offendere un Coordinamento come Arcobaleno che delle differenze, anche politiche, ha saputo fare una ricchezza».

«Il Pride2001Milano è una manifestazione per la visibilità e per i diritti civili della Comunità glt – conclude Volante – Se Visibilia non si riconosce neanche in questi basilari concetti, fa davvero bene a continuare a nascondersi e a non venire al Pride».

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