VITTORIA GAY ALLE AMMINISTRATIVE

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Franco Grillini dà una valutazione positiva al voto gay: "i candidati del movimento hanno avuto buoni risultati, e chi ha sostenuto le nostre politiche è stato premiato".

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BOLOGNA – “Grande successo delle candidature gay a Bologna, Padova, Bari, Bergamo”. Lo rileva il deputato Ds Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay e direttore di ‘Gaynews’. “Sono stati eletti con un gran numero di voti – spiega – Sergio Lo Giudice (702, undicesimo su 20 eletti), Alessandro Zan (423, quarto su 7 eletti), Renato Sabbadini, Nunzio Liso, Enrico Fusco. Andrea Benedino, candidato alle europee nella lista Uniti per l’Ulivo nel nord ovest, ha avuto un ottimo risultato di voti di preferenza: nella provincia di Torino ha totalizzato ben 3800 voti. A Bari il contributo della comunità gay alla vittoria del centrosinistra è stato importante soprattutto dopo la grande manifestazione del Gaypride del 2003, che aveva visto sfilare per le vie della città 80 mila persone. Sono andati molto bene anche i candidati ‘gay friendly’ (che avevano sottoscritto la piattaforma sui diritti degli omosessuali) indicati dall’Arcigay, moltissimi dei quali sono stati eletti”. E a Fiuminata, nelle Marche, il sindaco gay Claudio Mazzalupi, del coordinamento omosessuali Ds, è stato rieletto con il 52% dei voti.
Secondo Grillini, “si può dire che ormai esiste in Italia anche un ‘peso elettorale’ della comunità gay non trascurabile, e questo peso è dovuto sia alla capacità dei candidati di intercettare il voto omosessuale sia alla ‘popolarità'” dei candidati stessi, che non sono più semplicemente i ‘candidati gay’, ma sono militanti politici conosciuti ed apprezzati. I 702 voti di Lo Giudice a Bologna dove vince Cofferati, i 423 voti di Zan a Padova, le migliaia di voti di Benedino ci dicono che molti elettori di sinistra si riconoscono ormai nelle nostre battaglie di libertà, facendole loro e dandoci forza. Ciò significa che siamo finalmente riusciti a far passare un doppio messaggio. In primo luogo fra gli omosessuali, che ormai non sopportano più il razzismo omofobico e hanno cominciato ad usare il voto come arma concreta ed efficace di lotta politica e di rivendicazione dei diritti (questa volta possiamo dire senza tema di essere smentiti che il voto gay c’è stato ed è stato massiccio). In secondo luogo, la penetrazione della presenza gay nel mondo politico è un fatto incontrovertibile. Essere militanti gay, essere ‘politici’ gay che fanno politica gay non è più considerato, prima di tutto dagli elettori, un fatto di ‘serie B'”.
“E’ a tutti evidente – sottolinea Grillini – che la rappresentanza omosessuale dentro le istituzioni, assieme alla presenza forte e decisa del movimento gay nella società, rappresenta un passo decisivo per la realizzazione dei diritti civili e delle istanze della nostra comunità. Non è soltanto la possibilità di presentare leggi, proporre delibere, intervenire direttamente, ma è l’opportunità concreta di una politica omosessuale che si rappresenta con pari dignità col resto della politica. E’ un pezzo di società finalmente capace di rappresentare se stessa e, insieme, un pezzo di società che condivide l’idea di uno Stato laico, liberale, libertario, dove tutte le minoranza hanno cittadinanza e parità di diritti e opportunità. Mai come in queste elezioni ciò è stato vero, mai come in queste elezioni, da nord a sud, c’è stata la passibilità di una campagna elettorale dove i candidati gay hanno potuto parlare a milioni di persone di diritti, libertà, laicità, uguaglianza, parità delle opportunità. Che tutto ciò avvenga nel mese del gaypride rende ancora più significativa una vittoria di cui tutti noi dobbiamo essere fieri e soprattutto ‘orgogliosi’ perchè dimostra che il movimento gay non si è rinchiuso in una nicchia, in un ‘ghetto’, ma è uscito fuori, si è inserito nei partiti, nelle istituzioni, si è reso visibile, si è posto alla testa del ‘movimento per le libertà civili’, ne è diventato protagonista e punto di riferimento su temi come i diritti delle coppie gay e lesbiche e delle famiglie di fatto. Questa forza – conclude Grillini – ora va usata con intelligenza e determinazione perchè i bisogni della comunità gay non sono più rinviabili e perchè esiste ancora un mondo di sofferenza, di esclusione e di discriminazione che può e deve essere combattuto e vinto”.

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