Voci d’Amore, la risposta alle Sentinelle in Piedi tra arte e musica

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Appuntamento a Bologna sabato pomeriggio per rispondere con l'amore alle discriminazioni.

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La risposta alle Sentinelle in Piedi? Le Voci d’Amore, perché “ci sono persone che invece ogni giorno si impegnano non per distruggere ma per costruire, per superare le barriere di ignoranza e pregiudizio che dividono gli esseri umani”. Per dare visibilità a queste persone Voci d’Amore scende in piazza non per stare in silenzio, ma per parlare, cantare, suonare e ballare “per proteggere l’amore dal grigiore anonimo dell’ignoranza e dell’odio”.
L’appuntamento è a Bologna per sabato 25 ottobre in piazza Re Enzo, a partire dalle 15.30. L’edizione bolognese dell’evento segue alla prima, quella che si è tenuta a Modena lo scorso fine settimana e che si è rivelata un successo a cui ha partecipato, tra gli altri, anche la parlamentare del PD Giuditta Pini che ha letto la lettera d’amore. di un partigiano condannato a morte.

“Artisti ed associazioni cittadine racconteranno con le parole, i suoni, i gesti, le mille forme dell’amore, sia esso per una donna, per un uomo, per l’umanità o per Dio – spiega Paolo Montanari, ideatore dell’iniziativa -. Nonostante diversi soggetti interpellati abbiano negato la propria partecipazione per paura di ritorsioni da parte degli ambienti clericali, sarà un programma ricco e vario, tra musica colta, jazz e pop, danze e letture”. In piazza e Enzo ci sarà anche Franco Grillini, presidente di Gaynet, rappresentanti della Chiesa Evangelica Metodista, Arcilesbica, Agedo, Anlaids, l’orchestra sinfonica Senzaspine, Komos – Coro Gay di Bologna, e poi molti cantanti lirici, strumentisti, danzatori, attori e artisti id ogni genere.
“L’evento nasce come reazione all’omofobia – continua Montanari -, ma non sarà una manifestazione soltanto “gay”. Voci d’amore vuole infatti unire tutta la società per ricordare che la lotta al razzismo, all’omofobia, alla violenza sulle donne non è uno scontro di neri contro bianchi, omosessuali contro eterosessuali, donne contro uomini, ma una battaglia della civiltà contro la barbarie”.

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