WORLD AIDS DAY IN NEW YORK

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Sui manifesti nel metrò, Magic Johnson dice "convivo bene con la mia malattia", e reclamizza il farmaco. Intanto è lotta aperta contro le discriminazione subite dai sieropositivi.

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New York City, giovedì mattina di metà novembre.
La luce penetra attraverso la tenda bianca appesa davanti alla finestra. Ciò mi ricorda ancora una volta che la devo cambiare… e va bene che il sole bacia i belli ma il sole può anche attendere qualche volta, o no? Apro la porta di camera e vado in sala, accendo il computer. Devo effettuare una ricerca sul WORLD AIDS DAY. Mezzo assonato mi preparo il caffè mentre aspetto che il computer faccia il suo “log on”. Musica messicana dall’altra parte del muro. Penso che non sarà facile trovare la concentrazione necessaria per lavorare. Tengo il caffè in una mano e appoggio l’altra sulla tastiera. Pronti via!
Digito WORLD AIDS DAY.
La ricerca da moltissimi risultati. Clicco sul primo della lista e il sito apre caricando un filmato. Attendo e sorseggio il caffè mentre aspetto che appaia qualcosa.
“Abbiamo promesso che mai ce ne saremmo scordati.
Abbiamo promesso di non arrenderci mai.
Abbiamo promesso di combattere l”AIDS/HIV fino a quando non sarà terminato.
Abbiamo rotto le promesse?”
Ancora scorrono domande e foto provocatorie. Leggo frasi e cifre tra cui: “Non ti importa che nel 2020 ci saranno altre decine di milioni di morti a causa dell’AIDS?” – Ti sei scordato le loro facce ? – Ti sei forse dimenticato che si può prevenire? (alludendo al preservativo e alla cautela)” Fai qualcosa anche tu!
Come ipnotizzato da tutte quelle frasi e cifre mi scordo della tazza di caffè “intrappolata” ancora nella mia sinistra, tanto che quando sorseggio di nuovo mi accorgo che il caffè si è freddato.
“Buongiorno!” mi dico e poi come ogni “single” mi chiedo se l’ultima volta ho usato il preservativo e se sono stato abbastanza prudente…
All’improvviso mi viene in mente la metropolitana e la faccia di Magic Johnson stampato su uno dei cartelli pubblicitari apparsi nei vagoni. Mi ricordo addirittura della frase scritta appena sotto la foto, diceva: “non sono gaurito ma grazie a …. (marca del prodotto) e la collaborazione medica convivo bene con la mia malattia”.
Il 1° Dicembre è il giorno dedicato alla lotta contro l’AIDS.
Ho un’appuntamento nel pomeriggio e lascio l’appartamento sulla 108esima strada per dirigermi in direzione sud. E’ una giornata fredda ma il cielo è sereno; come al solito raffiche di vento tra una strada e l’altra. Io decido di non prendere la metro ma di caminare un pò. Sono diretto verso Barnes & Nobles, una libreria con tanto di Starbucks (Cafè) incorporato situato sulla 86esima strada. Ho un appuntamento con John Estrada; da buon italiano arrivo cinque minuti in ritardo e me ne scuso. Ho conosciuto John in un Club chiamato Escualita, frequentato soprattutto da ragazzi sudamericani. John è scuro di carnagione, ha 28 anni, è portoricano ma è nato e cresciuto a New York. Ero seduto al bar quando mi avvicinò. Mi chiese se fossi stato disponibile a rispondere ad un paio di domande sull’AIDS. Alla fine mi lasciò un suo bigliettino da visita e oggi sono io a fargli le domande.
John, intanto ti ringrazio per esserti reso disponibile. So che sei molto occupato in questo periodo, perchè collabori attivamente alla riuscita del WORLD AIDS DAY a New York.
Si, siamo quasi pronti. E’ una giornata importantissima per tutto il mondo, ovviamente anche per noi del “New York Cares” www.nycares.org.
Ho saputo che quest’anno il tema centrale del “WORLD AIDS DAY 2003″ sarà come combattere la discriminazione nei confronti dei sieropositivi e degli ammalati di AIDS.
Sì, lo “slogan” di quest’anno sarà STIGMA and DISCRIMINATION (stigma e discriminazione). In poche parole, non isoliamo chi è malato e ovviamente non discriminiamo. In troppi Paesi del mondo la discriminazione verso i malati di AIDS è intollerabile: a moltissimi sieropositivi viene precluso l’accesso ad un qualsiasi posto di lavoro e si trovano così impossibilitati ad accudire le proprie famiglie. Questo porta l’individuo ad alienarsi, a renderlo indifferente verso la vita, a mettere in atto comportamenti pericolosi per la sua stessa sopravvivenza.
Che cosa deve essere fatto?
Per evitare tutto ciò la comunità internazionale deve mobilitarsi. Sono stati elencati quattro punti fondamentali (mi recita i quattro punti a memoria!)
Fine della discriminazione verso i malati di HIV e AIDS
Educare le persone a fare del sesso protetto attraverso i media.
Distribuire preservativi gratuiti nei Paesi del terzo mondo.
Provvedere assistenza medica e finanziaria cosicchè i malati di HIV e AIDS possano essere curati.
Penso che sia spaventoso sapere che moltissime persone ancora oggi non siano ben informati sui pericoli del contagio. Ma anche chi è informato spesso si espone a dei rischi., perchè secondo te?”
Non tutti si rendono veramente conto di quanto sia importante fare del sesso sicuro. Dalle ricerche che ho effettuato quest’anno a New York un numero di persone ancora troppo alto non fa uso del preservativo durante un rapporto sessuale occasionario. Spesso chi è contagiato non lo sa ancora, e non mostra segni di malattia. Pochissima gente effettua il test del HIV, che per altro in città si può fare ovunque ed è gratuito. Tante persone poi non amano usarlo poichè pensano che limiti il piacere.
Che cosa consigli a chi vuole aiutare la lotta contro l’AIDS?”
Basta parlarne a chi ti sta vicino e invitare alla prudenza senza essere ossessionati dalla malattia. Ci sono diverse organizzazioni sparse per tutto il mondo, le quail hanno sempre bisogno di chi vuole dare una mano. Chi invece non avesse tempo ma volesse ugualmente contribuire alla causa, può farlo fornendo un aiuto economico. Basta poco.
Tu dove sarai il 1° Dicembre?
Per strada! Distribuirò volantini informativi e mi renderò disponibile per gli altri. Il WORLD AIDS DAY è importante perchè ci ricorda ancora una volta che l’HIV non è sparito e che ancora molto deve essere fatto.

Qui due tra i tanti appuntamenti di New York per il WORLD AIDS DAY 1° Dicembre 2003
-L’HBO Films presenta in anteprima il film “Angels in America” con protagonisti Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson. In programmazione al Sony Lincoln Square Theatre.
-Nella Catedarale di St.John si svolgerà una manifestazione intitolata “Vivi e lascia vivere” ( Live and let Live). Tale manifestazione prevede l’intervento di persone che convivono con la malattia, le quali presenteranno racconti, esperienze ed interpretazioni musicali.

di Fabrizio Mancini

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