ZANICHELLI ANTI GAY?

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L'Enciclopedia Zanichelli definisce la pedofilia un fenomeno "specialmente omosessuale". La casa editrice si scusa, ma l'errore preoccupa, e offre un appoggio alla peggiore intolleranza. Il caso.

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Ieri mattina (martedì 11 settembre) è giunto in redazione la segnalazione di Tom, un lettore di Gay.it, che si diceva sorpreso di aver trovato su Kataweb una definizione di pedofilia in cui questa veniva accostata all’omosessualità. In pratica, Tom, dovendo svolgere una ricerca sulle leggi che riguardano la pedofilia, aveva pensato di consultare kataweb, nella sezione "leggi". In quella pagina ha rintracciato un box di ricerca, nel quale ha scritto la parola "pedofilia" appunto.

Anche noi abbiamo provato a fare altrettanto, e anche noi, come lui, siamo rimasti sbigottiti nel veder apparire sullo schermo una pagina, con intestazione "Enciclopedia Zanichelli", che riporta la seguente definizione: «Attrazione erotica, spec. omosessuale, verso soggetti impuberi, in forma sia sublimata sia aggressiva».

Sinceramente non credevamo che nemmeno in passato ci fosse mai stata la diffusa convinzione che la pedofilia potesse in qualche modo essere correlata all’omosessualità; eravamo certi che queste idee, che non hanno altra base al di fuori dei pregiudizi e dell’ignoranza, fossero patrimonio solo di alcuni soggetti come i militanti di estrema destra di "Forza Nuova", e certamente mai avremmo creduto che un’istituzione come l’Enciclopedia Zanichelli potesse cadere in un errore così clamoroso.

Immediatamente, quindi, abbiamo cercato di ascoltare la voce della casa editrice. Ci risponde Laura Lisci, dell’ufficio stampa e relazioni esterne. Si dice dispiaciuta dell’errore, promette che nella prossima edizione la svista sarà recuperata, assicura che, invece, nel vocabolario della lingua italiana Zingarelli 2002 (pubblicato dalla stessa Zanichelli) di imprecisioni così grosse non c’è traccia. E noi comprendiamo. Ma l’errore c’è. E non è da poco.

Non è possibile non pensare a quegli odiosi manifesti che "Forza Nuova" ha esposto a Roma nei giorni immediatamente precedenti l’International Gay Pride di luglio scorso; manifesti che recitavano "Dietro ogni omosessuale si nasconde un pedofilo". Allora, ci siamo sentiti offesi e arrabbiati, e ci siamo anche chiesti se si poteva denunciare come diffamazione un atto di questo tipo. Eravamo, però, consapevoli di trovarci di fronte a persone che erano mosse da un’ideologia estrema, alle quali è anche difficile far comprendere che non esiste alcuna ricerca scientifica, né un dato statistico che possa confermare che un omosessuale ha più possibilità di essere un pedofilo.

Anzi, come ci ha confermato anche in un’intervista pubblicata alcuni mesi fa Mara Gattoni rappresentante dell’Ecpat, associazione internazionale che lotta contro lo sfruttamento dei minori, la maggior parte delle violenze sui bambini avviene all’interno della famiglia, quindi da parte di soggetti sposati.

Per tutti questi motivi, pur comprendendo il rammarico che la stessa casa editrice dimostra davanti al caso, non possiamo che sottolineare che si tratta di un errore pericoloso, che potrebbe offrire una spalla a chi cerca in tutti i modi di aggrapparsi a inesistenti motivazioni scientifiche per fomentare l’odio e l’intolleranza basate sull’orientamento sessuale.

Apprezziamo che l’edizione 2002 del vocabolario della lingua italiana Zingarelli sia esente da errori o parzialità: tuttavia anche in questo caso, ci sembra opportuno sottolineare, come ha rilevato un iscritto alla mailing list di discussione

Speriamo che questa denuncia, come quella che Gay.it ha fatto nel dicembre scorso relativa alla Garzantina della medicina che definiva l’omosessualità "un disturbo psichico" (denuncia che ha anche portato le Jene televisive a obbligare il presidente della Garzanti a commentare l’errore), serva a consolidare tra gli studiosi e gli intellettuali italiani una visione dell’omosessualità finalmente libera da antiche discriminazioni e da valutazioni para-scientifiche al limite della superstizione.

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