L’appello per l’eutanasia di Fabo, cieco e tetraplegico: “Signor Presidente, mi faccia uscire da questa gabbia”

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"Suonare per gli altri mi faceva felice, mi permetteva di sognare. Ora sono bloccato a letto, immerso in una notte senza fine".

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“Signor Presidente della Repubblica, vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire, con l’eutanasia”.

Così parla Fabiano Antoniani attraverso la bocca della sua fidanzata Valeria. Sì, perché Fabiano fa ormai molta fatica a parlare. Dopo un incidente gravissimo ha perso la vista ed è diventato tetraplegico: è immerso da due anni in un buio totale, una gabbia che non lascia scampo.

Fabiano animava le piste dei locali di mezzo mondo, era un DJ e si faceva chiamare “Fabo”. Una vita pienissima, come spiega nel video rivolto al Presidente della Repubblica. Un ragazzo affamato di gioia e di esperienze: quel desiderio di vivere che lo ha portato in India, “suonare per gli altri mi faceva felice, mi permetteva di sognare e di dare un tocco magico alla mia vita“.

Ora, a 39 anni, “sono bloccato a letto, immerso in una notte senza fine“. In questi due anni e mezzo Fabo ha lottato con determinazione: “Ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più“. Fabo non riesce più a mangiare da solo, fa fatica a deglutire, a parlare, è completamente dipendente dalle macchine e dagli altri: non può ascoltare la musica, altrimenti si commuove troppo.

Al suo fianco c’è l’associazione Luca Coscioni, che ha depositato in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia: sono passati più di tre anni e non è stato deciso ancora niente. Secondo l’associazione Fabo “continua la lotta di Welby ma da una posizione diversa: Piergiorgio Welby era una persona malata di distrofia muscolare da molti anni, Fabo è un ragazzo che si è ritrovato cieco e tetraplegico, condizione rarissima al mondo, in seguito a un incidente“. Per questo è ancora più importante combattere, affinché la libertà civile di poter decidere della propria esistenza, quando questa perde i connotati di vita, venga legalizzata.

Signor Presidente, le chiediamo di intervenire affinché una decisione sia presa, per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine“.

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