Giovanardi accosta i gay agli assassini di Luca Varani: “Si parla di un mondo bello e luccicante, ma Foffo e Prato?”

di

Giovanardi afferma che l'Italia è stanca di sentir parlare di gay in tv.

CONDIVIDI
427 Condivisioni Facebook 427 Twitter Google WhatsApp
10649 4

Carlo Giovanardi ha gravemente offeso la comunità LGBT italiana.

Ha parlato così ai microfoni di Radio Cusano Campus: “L’altro giorno a Domenica in hanno fatto gli auguri alle quattro del pomeriggio a due uomini che coronano il loro sogno d’amore col matrimonio. E quella di Rai Tre poi è una provocazione, fare quel programma nel periodo delle feste di Natale. Era ovviamente una provocazione. Sembra che le coppie etero non siano di moda. Si rappresenta un mondo gay tutto luccicante, tutto bello, poi però i Foffo e i Prato non vengono raccontati. C’è tutto un lato oscuro nel mondo gay che viene completamente sottaciuto. Gli omosessuali hanno un tipo di sessualità che è meno indirizzata alla monogamia“.

E Giovanardi rincara la dose: “La gente dice che non se ne può più dei gay, io lo sento. Ma è mai possibile che la tv ci proponga solo queste immagini?“.

Subitanea la reazione di Ivan Scalfarotto, esponente PD: “Non credo di rinunciare al mio essere garantista e liberale se dico che, in un paese dalla civiltà giuridica avanzata come il nostro, avvicinare le persone omosessuali a due feroci criminali – come ha fatto oggi Carlo Giovanardi, che ha detto testualmente in una trasmissione radiofonica che “il mondo gay” andrebbe raccontato tramite Foffo e Prato, gli assassini di Luca Varani – dovrebbe costituire una responsabilità penale in capo a chi lo fa. Duole davvero ricordare al Senatore Giovanardi che centinaia di donne vengono uccise barbaramente ogni anno dai loro uomini e nessuna persona sana di mente, e tanto meno nessun parlamentare, si permetterebbe mai di considerare quegli assassini rappresentativi di milioni di mariti e padri, o – per usare il curioso linguaggio del Senatore – dell’intero “mondo etero”. Sono stato attaccato da più parti perché la legge sull’omofobia di cui sono primo firmatario, che giace ormai da più di tre anni in Senato, è considerata da taluno troppo morbida, da altri troppo dura. Io credo che l’omofobia non possa essere combattuta certo soltanto con le sanzioni penali, e che il giudice debba intervenire soltanto in pochissime situazioni di estrema gravità. Ma credo anche fermamente che il diritto di milioni di pacifici cittadini di vivere nella dignità e nella libertà debba essere difeso con rigore, anche dalla legge. Come già accade oggi non solo attraverso la Legge Mancino, ma anche attraverso le norme del codice penale che prevedono e puniscono la calunnia e la diffamazione. E’ tempo che il PD recuperi l’iniziativa su questo tema e che torni protagonista di una battaglia di civiltà che attende di essere portata a casa. Proprio come quella sulle unioni civili, che è oggi riconosciuta universalmente come uno dei principali successi del Governo Renzi”.

Leggi   Roma, nella notte molotov contro la discoteca di Muccassassina
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...