Cecenia, la portavoce russa del Ministero degli Esteri sui gay uccisi: “Non sono affari miei”

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Un confronto serrato quello andato in scena tra Katie Couric e Maria Zakharova.

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Non sono affari miei“: replica così, piccata, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova alle domande di una giornalista statunitense su quanto sta succedendo in Cecenia.

Ospite del canale Yahoo News per un’intervista con la giornalista e conduttrice americana Katie Couric, Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha disquisito a lungo del bombardamento americano in Siria, del presidente Trump e delle notizie false che spesso circolano in rete.

Tra le notizie false non figura però quella relativa alla drammatica situazione che ha portato alla ribalta internazionale la Cecenia, dove un centinaio e più di uomini omosessuali sono stati arrestati, chiusi in campi di concentramento e torturati: unghie strappate, scariche elettriche sui genitali e violenze abominevoli in atto ad Argun, a 15 chilometri dalla capitale cecena in un edificio abbandonato dal 2001, e denunciate ormai un mese fa dal quotidiano russo Novaja Gazeta.

Quando Katie Couric si accinge ad introdurre l’argomento caldo, la Zakharova capisce subito dove la giornalista vorrebbe arrivare e la blocca: “Non è un mio problema, non sono affari miei”. Ma la giornalista incalza: “Lei può rispondere, però, mi consenta di finire la domanda”. Ma il no è secco: “Non è un mio problema e non sono una specialista di queste cose”.

Lo sguardo è fisso e non si scompone nemmeno quando la Couric fa riferimento alle notizie che parlano di (almeno) tre omosessuali morti nelle cinque prigioni della Repubblica autonoma cecena e chiede quali sono le intenzioni della Russia a riguardo. “Stiamo portando avanti un’indagine come dovrebbe fare un Paese normale in questi casi” si limita a dire la Zakharova. Il confronto è serrato e la giornalista decide di leggere uno stralcio del New York Times che denuncia una silente collaborazione tra il governo russo e quello ceceno. L’ultima replica è eloquente: “Non è il mio campo, ma se ha bisogno di altri dettagli tornerò qui con altri dettagli”.

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