Iraq: 128 persone rischiano di essere giustiziate perché gay

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A lanciare l'appello disperato perché si impedisca la strage, è l'associazione delle persone lgbt irachene che vivono in Inghilterra. Nel loro paese l'attivismo omosessuale è proibito.

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"E’ necessaria un’azione urgente per fermare l’esecuzione di 128 persone prigioniere nel braccio della morte in Iraq.MOlti di loro sono stati condannati per il ‘reato’ di omosessualità". E’ il grido d’allarme che giunge da Iraqui-Lgbt, un gruppo di iracheni con sede nel Regno Unito che sostiene le persone lgbtq che, invece, vivono ancora in Iraq. Secondo quanto sostiene Ali Hili, attivista dell’organizzazione, il governo iracheno ha in programma di portare a termine le esecuzioni, a gruppi da 20 per volta, entro questa settimana. Iraqi-Lgbt, le cui attività sono state vietate sul territorio iracheno, ha chiesto l’intervento del governo britannico, di tutte le associazioni che si occupano di diritti umani e della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani per evitare che questo errore giudiziario venga portato fino alla fine.

"Abbiamo informazioni e rapporti a proposito di membri della nostra comunità che sono stati arrestati e sono in attesa dell’esecuzione perché colpevoli di omosessualità – ha spiegato Hili -. I raid della polizia irachena e delle forze del ministero degli Interni sono costati al nostro gruppo la scomparsa e l’uccisione di 17 membri che lavoravano a favore delle persone lgbt in Iraq fin dal 2005. Il numero di esecuzioni capitali è cresciuto in maniera impressionante in Iraq da quando il nuovo regime l’ha reintrodotta nell’agosto del 2004. Nel 2008, almeno 285 persone sono state condannate a morte e per 34 di loro la sentenza è stata eseguita. Nel 2007, i condannati sono stati 199 e 33 sono state giustiziate. Ma i numeri potrebbero essere ben più elevati dato che non esistono statistiche ufficiali".

Per firmare la petizione che mira a bloccare le esecuzioni, cliccate qui. Se volete sapere in che altro modo supportare Iraqi-Lgbt, visitate il loro sito.

Qui in basso un video, realizzato con l’aiuto degli attivisti iracheni esuli in Inghilterra, che racconta la condizione delle persone lgbt in Iraq.

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