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Washington, il Senato dice sì al matrimonio gay

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Con tre sì in più del previsto, i senatori dello stato di Washington hanno approvato le nozze gay. Il testo passa ora alla Camera per un'approvazione scontata. La...

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^f1Con 28 voti a favore, tre più del previsto, e 21 contrari il Senato dello stato di Washington ha approvato il testo che istituisce il matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Adesso il testo passerà alla Camera, dove non dovrebbe incontrare ostacoli, e poi alla firma della governatrice Christine Gregoire che ha già fatto sapere che non avanzerà alcuna obiezione. All’inizio dell’anno, infatti, la governatrice aveva dichiarato: "E’ tempo che lo stato di Washington raggiunga l’uguaglianza nel matrimonio. E’ la cosa giusta da fare. Le nostre famiglie gay e lesbiche affrontano le stesse sfide di quelle eterosessuali: far quadrare i conti, scegliere in che scuola mandare i figli, trovare qualcuno con cui invecchiare, trovarsi davanti a parenti ed amici e farsi delle promesse per la vita". Dalla parte delle coppie gay si erano schierate anche molte grandi aziende tra cui Microsoft e Starbucks
^rf2A favore della legge hanno votato anche quattro senatori repubblicani, mentre contro si sono espressi tre senatori democratici. Gli oppositori hanno già preannunciato che raccoglieranno delle firme (ne servono 120.577) per chiedere un referendum abrogativo nel caso in cui il testo diventasse legge. Se, come è probabile, il prossimo week end la Camera approverà la legge e la governatrice la promulgherà, Wquello di Washington si aggiungerà agli altri stati degli Usa che già consentono alle coppie gay di sposarsi. Per la precisione si tratta del Connecticut, del District of Columbia, dell’Iowa, del Massachusetts, del New Hampshire, di New York e del Vermont. I prossimi stati ad avere in agenda la discussione sulle nozze sono il New Jersey, il Maryland e il Maine.
^f3"Di fronte a queste importanti novità che giungono dagli USA – ha commentato il presidente di Arcigay Paolo Patanè – il ritardo sui diritti delle persone gay, lesbiche e transessuali in Italia si fa sempre più ottuso, sinistro e inspiegabile". "Il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, e diverse tipologie di leggi sulle unioni civili sono capillarmente diffusi in Europa – continua Patanè in una nota -. Dopo 20 anni di governi "del nulla", stiamo cercando di riportare il paese al passo con l’Occidente. Insieme ai necessari e urgenti provvedimenti meramente economici, attendiamo provvedimenti improcrastinabili per migliaia di cittadini lgbt". "L’Italia – conclude il presidente – conquisti finalmente il futuro attraverso il rispetto dei parametri economici, ma anche dei diritti sociali e civili e delle persone omosessuali e transessuali. Saremo davvero in Europa quando ci staremo con entrambe le gambe, e non in equilibrio bilico precario, a metà".
^rf4Intanto, negli States, continuano le primarie per la scelta del candidato repubblicano che sfiderà Obama nella corsa alla Casa Bianca. Al momento, il favorito sembra essere Mitt Romney che ha vinto anche in Florida. Ieri, durante uno dei suoi incontri con i supporter del Minnesota, è stato vittima di una di quelle che i media statunitensi hanno ribattezzato "glitter bomb", ovvero un lancio di brillantini, in segno di protesta contro le sue posizioni contrarie ai diritti dei gay specialmente in tema di matrimonio e adozioni. Romney non è il primo a cui gli attivisti gay del Glitterati Group riservano questo trattamento. Prima di lui, la stessa sorte "luccicante" era toccata ai suoi avversari e colleghi di partito Santorum e Gingrich, oltre che ad una clinica dove si applicano le terapie riparative. Ecco il video della glitter bomb a Romney:

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