Parlare di aziende gay friendly in modo sistematico e approfondito è oggi un dovere per Gay.it

“L’azienda” è, mai come oggi un agente (più probabilmente l’agente) culturale più incisivo nel generare modelli, comportamenti, evoluzioni nel tessuto sociale.

Le aziende determinano il vissuto quotidiano in ogni momento della giornata: nel tempo del lavoro, coinvolgendolo in policy, modelli, relazioni proprie della cultura di quell’impresa.

Nel tempo libero, con la comunicazione e la pubblicità, che esprimono che l’azienda ha del mondo oltre a “vendere”.

Se nell’era del social le persone stesse si comportano e si promuovono come brand, le aziende si fanno (o dovrebbero farsi) più simili alle persone, mostrando dei sentimenti e delle sensibilità, incoraggiando  o scoraggiando anche comportamenti non direttamente connessi col prodotto, e anzi, nel “branded content” esse producono soprattutto un immaginario, uno storytelling in cui il prodotto è sostanzialmente accidente.

Una pubblicità -o un video “virale” spesso porta all’attenzione di milioni di persone un tema sociale più di quanto lo faccia una manifestazione in piazza. La concessione di un diritto in azienda spesso produce cambiamenti maggiori di quelli apportati dall’approvazione di una legge.

Si parla non a caso di Responsabilità Sociale d’Impresa, e tramontate vecchie sovrastrutture e distinzioni (pubblico, privato, profit, no profit, sociale, aziendale, ideologia), si tratta di una responsabilità inedita ed enorme, che ha anche scarsi contrappresi, dato che il modello che vede al centro la produzione è l’unico esistente.

Ecco perchè è fondamentale per il pubblico e per un media LGBT indagare ed  informare su ciò che le aziende oggi stanno facendo sul grande tema della valorizzazione delle diversità, su quanto il diversity management e una comunicazione gay friendly stiano efficacemente cambiando la percezione della tematica LGBT dentro e fuori i luoghi di lavoro e nell’immaginario collettivo.

E quanto, perchè no, spesso questi atteggiamenti divengano best practise anche nel determinare un vantaggio competitivo nell’azienda, sia in termini di maggiore appetibilità a livello di marketing, che di maggiore gratificazione e perciò efficacia della forza lavoro.

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