Nessuno ama le Donne come i gay. Buon 8 Marzo!

In occasione dell’8 Marzo, festa della Donna, mi sovviene una riflessione che vuol anche essere un omaggio totalmente disinteressato alla Donna e che provo a buttare giù a costo di utilizzare qualche stereotipo. Partiamo da un dato di fatto:
nessuno ama la  Donna (etero) come la ama un gay.
Non certo i maschi etero, che di una donna capiscono mediamente 1/4, al massimo due, a seconda di quanto dotate siano dal collo in giù.
I gay al contrario amano le donne di un amore che fonde ammirazione, empatia, complicità, condivisione di (apparenti) dettagli che un maschio – e forse anche una donna- etero mai e mai potrà apprezzare. Sarà sempre comunque distolto dalla voglia della conquista, del narcisismo, del piacere ad ogni costo.
Per i gay invece tutto questo avviene senza la contropartita del sesso, al massimo di un po’ di shopping in compagnia, o del sorbirsi le reciproche disavventure amorose o ancora meglio, un po’ di sano gossip.
Perchè i gay sono gli unici ad amare le donne in modo assolutamente puro?
La risposta che mi dò è che le considerano in qualche modo, inconsapevolmente, delle semidivinità.
Pensiamo alle icone gay e a tutto l’immaginario legato alle drag queen: cos’altro è se non la celebrazione liturgica di una condizione ultraterrena di iperfemminilità?
In cui il sesso è qualcosa di solamente evocato teatralmente, e la dimensione del desiderio tratteggiata a tinte tanto forti dall’essere chiaramente qualcosa di ideale proprio perchè irrealizzabile.
Lungi dall’essere – non c’è bisogno di dirlo- “invidia vaginae” come vorrebbero alcuni retrogradi dotati di poca cultura e fantasia, l’amore dei gay per le donne è semplicemente una disposizione d’animo che sconfina nella religiosità.
Una religiosità estetica, mondana, sexy, spaccona, a volte trash, ma che in ultima analisi è la venerazione della fantasia al potere, della forza delle idee versus la mera forza fisica che la natura dispensa in misura maggiore al genere maschile, del sovvertimento delle prospettive, della sensibilità ed emotività.
Ma anche la condivisione di un percorso in salita, dove l’icona pop alla Madonna è qualcuno che è arrivato sul tetto del mondo partendo dai bassifondi, con le sole proprie forze, tanto faccia tosta, grinta e orgoglio di essere ciò che si è, un percorso che ha un forte sapore di immedesimazione, un parallelismo con le conquiste e l’emancipazione del mondo LGBT.
Tanti tanti auguri, amiche, per voi un favoloso 8 marzo! Tanto lo so che finirà così.

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