La visibilità batte l’omofobia: venite tutti alla Festa delle Famiglie

festa_famiglie_blog1L’altra sera sono stato alla Red Square alla Festa Nazionale dell’Unità organizzata a Bologna in questi giorni per celebrare il 70 anniversario della Liberazione, invitato da Matteo&Matteo&Matteo (non sono impazzito, e non mi si è bloccato il tasto “copia e incolla”, sono proprio 3 Matteo 🙂 ) per parlare di questo blog.

La domanda classica, e normale, è sempre la stessa: come mai la scelta di raccontare la vostra storia?
Il concetto cardine è quello della visibilità: senza di essa noi persone gay e lesbiche, e di riflesso noi famiglie omogenitoriali, rischieremmo di non esistere, sparire, non contare… essere, appunto, invisibili.
La visibilità è certamente uno degli strumenti più forti ed efficaci per spazzare via i pregiudizi degli altri.

Avendo scelto come compagno un uomo che è stato prima un leader del movimento lgbt italiano e poi anche un politico, io ho avuto sempre un rapporto abbastanza complesso con la visibilità: non tanto perché avessi problemi a esternare la mia omosessualità, ma perché in certi momenti la visibilità era imposta dai media e non cercata, e la mia privacy familiare veniva invasa senza che io ne avessi controllo.
festa_famiglie_blog3Con gli anni, però, ho avuto sempre più consapevolezza di quanto fosse importante la mia visibilità, non tanto e non soltanto per me, ma soprattutto per gli altri, e lo testimoniavano le decine di messaggi ricevuti su FB di ragazzine e ragazzini che magari avevano letto la mia storia sul giornale locale di Caltanissetta o altrove e avevano avuto il coraggio di fare coming out oppure semplicemente avevano capito che la felicità poteva essere dietro l’angolo anche per loro.

Con la nascita di Luca mi sono a lungo interrogato se fosse giusto o meno raccontare di noi, della nostra storia, della nostra quotidianità.
Non è stata affatto una decisione semplice, perché stavolta non stavo decidendo solo per me, ma anche per lui.
Mentre mi interrogavo mi accorgevo, comunque, che da un lato era praticamente impossibile riuscire a proteggere la sua privacy al 100% (e infatti la notizia della sua nascita è stata pubblicata da Repubblica mentre noi eravamo ancora negli Stati Uniti) e dall’altro che in un bilanciamento di pro e contro raccontare la nostra storia è, probabilmente, la cosa migliore che possa fare, e non soltanto per tutte le altre famiglie arcobaleno e per le coppie omosessuali che desiderano dei figli, ma anche per lui e, scusate se sembro presuntuoso, per l’intera società.

festa_famiglie_blog2Lo vedo tutti i giorni, quando io e Luca incontriamo persone nella nostra vita: chi aveva dei dubbi sulla genitorialità gay vedendoci nella quotidianità spesso cambia idea, e lo stesso sta avvenendo con il blog… Mi scrivono persone che mi dicono che conoscere più da vicino una realtà che sembrava loro distante e non lo è, ha di fatto spazzato via i pregiudizi immotivati.

Mi auguro che questo piccolo contributo che posso dare raccontando di noi, dunque, serva anche solo in piccola parte a Luca e a tutte le sue coetanee e i suoi coetanei per vivere in una società migliore e più inclusiva e che dunque questo rischio di esposizione ne sia valsa la pena.

Tutto questo post solo per invitarvi a conoscere da vicino la nostra famiglia e tutte le altre Famiglie Arcobaleno domenica prossima 3 maggio alla Festa delle Famiglie 2015 a Salerno per scoprire dal vivo che “è l’Amore che crea una Famiglia”.

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