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Albania: sì a legge contro l'omofobia, ma niente nozze gay

Lunedì 8 Febbraio 2010

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Gay.it - Albania: sì a legge contro l'omofobia, ma niente nozze gay
Lo stato balcanico approva un testo contro le discriminazioni basate, tra l'altro, sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, ma non legalizza il matrimonio nonostante il sì del premier.

Gay.it - Albania: sì a legge contro l'omofobia, ma niente nozze gay L'Albania ha appena approvato una legge che tutela i diritti delle persone lgbt e che condanna la discriminazione omofobica. Per il momento, però, il piccolo stato balcanico non consentirà i matrimoni gay.La legge preotegge i cittadini contro le discriminazioni basate sul genere, sulla razza, sul colore della pelle, sull'etnia, sulla religione e sull'orientamento sessuale.
Tutti si aspettavano anche la legalizzazione dei matrimoni dopo le dichiarazioni del premier, Sali Berisha, che aveva reso noto il suo appoggio alle unioni tra persone dello stresso sesso.
Fino al 1995 l'omosessualità comportava, in Albania, una condanna a 10 anni di prigione, ma le cose sono rapidamente cambiate da quando la repubblica balcana aspira ad entrare nell'Unione Europea.

Gay.it - Albania: sì a legge contro l'omofobia, ma niente nozze gay E nonostante la mancata legalizzazione delle nozze gay, la legge è stata accolta con molto favore dalle associazioni lgbt. L'Alleanza Contro la Discriminazione ha dichiarato allo Straits Times che si tratta di "una vittoria per la democrazia e per i diritti umani di tutti gli albanesi".
Lilit Poghosyan dell'ILGA-Europe, ha dichiarato: "Speriamo che la nuova legge albanese anti-discriminazione sia di buon esempio per quelle nazioni che, nella regione, aspirano ad entrare nell'Unione Europea e non hanno ancora adottato leggi simili". L'Albania è uno stato fortemente secolarizzato, ma è anche uno dei due paesi del continente europeo a prevalenza musulmana. La religione è stata vietata durante il regime comunista dal 1944 al 1990.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Paolo100
Data: 13-02-2010 10:05

Bhe..un bel esempio. Sicuramente un paese cosi con una religione musulmana, dove l'uomo deve essere macho e non effeminato, è riuscito ad arrivare alle nostre parità, vuol dire una preoccupazione per l'italia. Sicuramente al livello della Spagna non arriveremo mai, ma paragonarsi con Albania mi sembra il massimo. Magari tra poco li sarà pure legale il matrimonio tra gay e lesbiche ma qui....finche dominerà la dottrina della chiesa, non si arriverà da nessuna parte....un bel esempio e una bella lezione ci hanno dato...


Inviato da: Ospite
Data: 10-02-2010 01:25

[quote="gredase vero":2b4ocy4t]NE CITO UNA SOLA A TITOLO DI ESEMPIO (il testo originale è parzialmente attualtivo di una direttiva ue) faccio notare che l'albania fa queste leggi per mettersi al NOSTRO pari cioè per entrare in UE e quindi avere leggi simili alle nostre.****************************************** "Art. 1. Oggetto 1. Il presente decreto reca le disposizioni relative all'attuazione della parita' di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dagli handicap, dall'eta' e dall'orientamento sessuale, per quanto concerne l'occupazione e le condizioni di lavoro, disponendo le misure necessarie affinche' tali fattori non siano causa di discriminazione, in un'ottica che tenga conto anche del diverso impatto che le stesse forme di discriminazione possono avere su donne e uomini. Art. 2. Nozione di discriminazione 1. Ai fini del presente decreto e salvo quanto disposto dall'articolo 3, commi da 3 a 6, per principio di parita' di trattamento si intende l'assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell'eta' o dell'orientamento sessuale. Tale principio comporta che non sia praticata alcuna discriminazione diretta o indiretta, cosi' come di seguito definite: a) discriminazione diretta quando, per religione, per convinzioni personali, per handicap, per eta' o per orientamento sessuale, una persona e' trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in una situazione analoga; b) discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una determinata religione o ideologia di altra natura, le persone portatrici di handicap, le persone di una particolare eta' o di un orientamento sessuale in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone. 2. E' fatto salvo il disposto dell'articolo 43, commi 1 e 2 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. 3. Sono, altresi', considerate come discriminazioni, ai sensi del comma 1, anche le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per uno dei motivi di cui all'articolo 1, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo. 4. L'ordine di discriminare persone a causa della religione, delle convinzioni personali, dell'handicap, dell'eta' o dell'orientamento sessuale e' considerata una discriminazione ai sensi del comma 1." questo è l'inizo del d.lgs. 216/03 in materia di discriminazioni sul lavoro. esiste almeno un'altra direttiva europea di ampiezza ben maggiore, se non ti basta questa ti cito pure quella. L'articolo 3 della costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di razza, sesso, religione, etc. Questo è una mera dichiarazione d'intendi che poi va messo in pratica con le leggi attuative. E infatti ci sono leggi ordinarie che condannano con sanzioni e pene le discrinazioni per razza, sesso, religione, etc. La direttiva europea è stata recepita formalmente nel 2003 dal governo Berlusconi che però si ben guardato dall'approvare dei dispositivi attuativi che sanzionassero la discriminazione sul lavoro per l'orientamento sessuale. Questo voleva fare l'on. Concia. Ma il govero Berlusconi non glielo ha permesso, ma guarda caso! Dunque in Italia non esiste una norma a tutela non dei diritti dei gay, ma è più corretto dire che non esiste una norma a tutela dei gay.


Inviato da: antoninogi
Data: 9-02-2010 18:09

[quote="gredase vero":2cdo0avf]io ho detto che anche noi abbiamo leggi contro la discriminazione, un'altra cosa è dire che abbiamo leggi come la spagna. non mi son nemmeno sognato di pensarlo. una legge contro la discriminazione cerca di impedire che un individuo venga trattato diversamente che un altro. la legge che proponeva lòa concia, al contrario (anche qua è solo un esempio) si proponeva di trattare in MODO DIVERSO chi colpiva i gay rispetto a chi colpiva gli eterosessuali. Si, si, ho capito bene il tuo discorso. Scusami avevo inizialmente capito un'altra cosa. Forse (non ne sono sicuro) hai ragione nel dire che magari una "legge Concia" sarebbe superflua, però sarebbe un chiaro segno politico nei confronti degli omofobi. Cioè, è chiaro che se qualcuno mi picchia o mi offende posso denunciarlo già oggi, però lo Stato dovrebbe urlare, con una legge apposita, che non puoi picchiare qualcuno perchè è omosessuale. Inutile ciurlare nel manico, siamo una minoranza e in quanto tale veniamo presi di mira, sarebbe necessaria una legge che ci tuteli ponendo un freno a quelli che oggi si sentono liberi di fare ciò che vogliono.


Inviato da: Fabio Castorino SV
Data: 9-02-2010 17:54

[quote="gredase vero":h6dy0pdt]NE CITO UNA SOLA A TITOLO DI ESEMPIO (il testo originale è parzialmente attualtivo di una direttiva ue) questo è l'inizo del d.lgs. 216/03 in materia di discriminazioni sul lavoro. esiste almeno un'altra direttiva europea di ampiezza ben maggiore, se non ti basta questa ti cito pure quella. Ecco appunto, si tratta di direttive europee, che l'Italia è stata costretta a recepire per onorare i suoi obblighi comunitari. Allora, se per questo, nell'ordinamento italiano è anche in vigore il Trattato di Lisbona con la sua Carta dei Diritti, che proibisce ogni discriminazione per orientamento sessuale. Ma l'Italia, di sua spontanea volontà, non ha mai approvato una norma a tutela dei diritti civili di gay e lesbiche.


Inviato da: almadell (Veneto)
Data: 9-02-2010 17:25
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Inviato da: gredase vero
Data: 9-02-2010 16:50

continuo. in cosa credi di essere discriminato in Itlia? forse nel non poter competere con una coppia in un'assegnazione di casa popolare? bene ma la non discriminazione opera a livello individuale. anche in albania le cose resteranno come da noi. in cosa potresti essere discriminato fuori dal lavoro?


Inviato da: gredase vero
Data: 9-02-2010 16:47

io ho detto che anche noi abbiamo leggi contro la discriminazione, un'altra cosa è dire che abbiamo leggi come la spagna. non mi son nemmeno sognato di pensarlo. una legge contro la discriminazione cerca di impedire che un individuo venga trattato diversamente che un altro. la legge che proponeva lòa concia, al contrario (anche qua è solo un esempio) si proponeva di trattare in MODO DIVERSO chi colpiva i gay rispetto a chi colpiva gli eterosessuali.



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