Oltre 45% di share e quasi 11 milioni di tele-morenti (come li chiama Dagospia) a guardarli. Ma come è andata veramente la prima serata? Un'impietoso Matteo Giorgi ha rinunciato a tutti i party carnascialeschi per godersi il calembour dall'inizio alla fine e stilare le sue acidissime pagelle.
MADAME CLERICI: Poverina, sarà ma il Suo festival sembra così modesto, senza verve, senza vivere e frizzante come bottiglia di Ferrarelle sgasata. Ma sembra di andare sul già detto. Possibile non avere nemmeno un'idea durante 4 ore di spettacolo? Silenzi imbarazzanti, cassanate inutili (pezzo cult "se sei alto non puoi stare con una nana" dedicato alla imbolsita e in evidente imbarazzo moglie di lui.), doppi senso su trombe e tromboni. Insomma, il ritrattino a tutto tondo dell'Italia 2010 in prima serata su rai Uno.
P.s. non sembrava vestita un po' da Kit Kit? E il secondo abito era uguale al primo solo uscito dopo un lavaggio sbagliato a 90 gradi.
Voto: 2 (e mezzo)
MORGAN: il grande assente. Come tutti sospettavamo il gioco dell'esclusione gli ha fatto più bene che male dando attenzione ad un brano che magari sarebbe passato nel nulla come i ¾ della sua produzione e invece già oggi è nella top ten di I Tunes. Cito la Stampa: "A me Morgan mette solo un po' di malinconia: come tutti quelli che sprecano il talento o fingono di averlo." Concordo.
Voto: stupefacente.
IRENE GRANDI: Una garanzia. l'eco di "Bruci la città" arriva un po' ovunque. Anche se il testo è un filino più ricercato nella piacevole "way of life" del "Baustelle mood". Il truccatore andrebbe messo alla gogna. Sembrava l'avessero menata. Ma ci piace e la sentiremo per mesi. Sappiatelo
Voto: 8
VALERIO SCANU: premesso che mi aspettavo peggio vado per punti. 1) la versione hot di Discovery Channel in "far l'amore in ogni modo, ogni luogo, ogni lago" da oggi ufficialmente la mia nuova frase cult. 2) la sciarpa. Una via di mezzo tra Pavarotti, Guillermo Mariotto e Amanda Lear. 3) peccato "per tutte le volte che" non riesce a percorrere la canzone stonando. Arriverà sicuro nei primi 3, probabilmente secondo essendo il degno erede di Cutugno.
Voto: 6 --------
TOTO CUTUGNO: povero. Cacciato la prima sera dopo essere stato costretto a barcamenarsi tra giovani più vecchi di lui (vedi sopra e sotto) merita un voto di incitamento come i veterani. Che straparlano almeno quanto lui strastona.
Voto: 5
ARISA: premesso che la trovavo inascoltabile anche l'anno scorso quindi potrei non essere obiettivo (con buona pace dei fan club e degli insulti che mi intaseranno la mail). Quest'anno con quel look alla Irene Fargo dei tempi che furono, trovo ancora di più il tutto incomprensibile: senza ironia e senza alcun "divertissement" Che ci sfracassasse la minchia in radio per le prossime due settimane e poi adieu. Io l'ho trovata brutta, davvero. Brave invece le Sorelle Marinetti che hanno alzato il livello
Voto: 1 (ma anche meno volendo)
NINO D'ANGELO: ok sarà una tarantella 2.0 e Nino si sente reincarnato in Khaled ma un po' di vita ogni tanto non guasta. E, cazzo, Maria Nazionale è una vera icona. Peccato per il brano che non decolla mai. Cacciati pure loro.
Voto: 5 1/2
MARCO MENGONI: cominciamo con i distinguo. Marco è veramente uno con l'X factor. Perfetto in scena, canta bene, ha piglio e forza. Rispetto all'altro "ggiovane" Scanu è ere geologiche avanti. E proprio perché potrebbe cantare di tutto non dovrebbe cantare questa operetta pop rock di serie B. "Sarò lupo e rondine per gli occhi tuoi" Ecco, appunto. Anche no.
Voto: 2 (ma visto il talento facciamo 4 ma visto come lo spreca torniamo a 2)
SUSAN BOYLE: la meglio vestita fino ad ora. W il Botox grazie al quale presto sarà uguale a Alba Parietti che troneggiava in seconda fila (retrocessa rispetto ai bei tempi di Del Noce direttore)
Voto: 10
P.s. pausa per andare a fare l'amore in ogni modo, in ogni luogo e in ogni lago.
SIMONE CRISTICCHI: vorrebbe essere un po' Rino Gaetano un po' Caparezza ma se scegli sempre il festival come primaria via di comunicazione, bello mio, non ti lamentare se poi non vendi mai una copia. Il pezzo c'è: nell'idea, nel suono, nell'energia e si sente la mano di Frankie (HI-NRG). Il dramma è che se non ci fosse stato nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.
Voto: 7
MALIKA AYANE: sembra un po' Giuni Russo e Andrea Mirò. Ma sa camminare su un tacco degno di questo nome. Bella, brava, classe, stile, arrangiamento (c'è dietro uno degli uomini di Bjork) e voce. Quella dell'anno scorso era meglio macchissenefrega: "Ricomincio da qui" è un Inevitabile follia in questo baraccone.
Voto: 8
PUPO, FILIBERTO e L'ALTRO: ringrazio il signor Sanremo per averli invitati. Nella mia ipotetica classifica trash di questi sessant'anni arrivano dritti nella top 3 insieme a Italia di Mino Reitano e Pathos di Silvia Salemi. Dio, Patria, famiglia e chi più ne ha più ne metta. Il nuovo inno dei teocon. Perché Filiberto sì e la Binetti no? Fischi a palate come non si sentivano dal "Gigi ti amo" della povera Tatangelo. Cito il testo: "Tu non potevi tornare pur non avendo fatto niente" Pur ammettendo che non avesse fatto nulla prima ora merita l'esilio per crimini contro la musica.
P.s. ma se poi se non fosse tornato chi avrebbe vinto Ballando con le stelle?
Voto: 1 ma 10 per la caratura orrorifica.
P.s. avvistato Scanu attorno al lago Maggiore.
ENRICO RUGGERI: era e non è più.
Voto: 4
SONHORA: Presentati dagli autori come "la musica del futuro" E' proprio vero che anche il futuro non è più quello di una volta. E c'è da chiedersi: ma che diavolo ascoltano 'sti autori? E 'sti giovani che campano di Scanu e Sonhora? Bah.
Voto: 3
POVIA: Sarà che detesto la paraculaggine. Sarà che detesto questo volere sempre essere sul pezzo, cercare sempre il "far parlare" di una canzone facendo il "guru". Sarà che lui potrebbe pure campare con i diritti del piccioni e dei bambini che fanno oh e levarsi dalle balle. Sarà che nonostante tutte queste aggravanti, la ferramenta al collo, i capelli non lavati, il pezzo non è poi così male. E magari nei prossimi giorni arriva pure alla sufficienza. Per adesso, invece no. (Laura dove seiiiiiii)
Voto: 5
LA FIGLIA DI ZUCCHERO E I NOMADI chi?: nulla da dire né nel bene né nel male. Un coitus interruptus con i Nomadi, che arrivano alla fine senza arte né parte ma con un meraviglioso cappello da veterano (immagino che se lo prestano a Toto avrà fortuna per il ripescaggio). Nulla di che, e il mondo piange.
Voto: 5
p.s. avvistato Scanu che balla il lago dei cigni.
NOEMI: premettendo che adoro e trovo che sia l'unica (e sottolineo l'unica) che al momento sia riuscita a smarcarsi dall'etichetta di "fuoriuscita" da un qualsiasi talent show, il pezzo non mi sembra un granchè. E mi viene da pensare che se 3 mesi non l'ha messo nel (bellissimo) album un motivo c'è. Eppure è pieno di pregi: è amaro ma non piagnone, sobrio, elegante ma non prevedibile. Lei poi: un legno. Confido nelle prossime serate.
Voto: 6 1/2
FABRIZIO MORO: canta "Non è una canzone" e no, caro Fabrizio non lo è.
Voto: 3
DITA VON TEESE: sembra Katy Perry più grassa (ah no bisogna dire formosa) e vecia (ah no bisogna dire "con tanta esperienza", con un completino di "Seduzioni Diamonds" della Valeriona nostra che si strizza un'anguria in testa con le tette al vento. Niente di più né di meno di una ragazza di colpo grosso. Ah no, ma bisogna dire che questo è un numero di classe per l'intellighenzia.
Voto: cin cin.
A domani con la seconda serata e le pagelle dei GGGiovani e mi raccomando: andate a fare l'amore in ogni modo, in ogni luogo, in ogni lago e cin cin.