Bilotta: Ma la Corte non ha escluso matrimonio gay
di Daniele Nardini
Giovedì 15 Aprile 2010
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L'avvocato Francesco Bilotta, fra i promotori dell'iniziativa di Affermazione civile che ha portato alla sentenza della Corte Costituzionale, dice a Gay.it di intravedere ancora una strada aperta. |
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L'avvocato Francesco Bilotta, fra i promotori dell'iniziativa di Affermazione civile che ha portato alla sentenza della Corte Costituzionale, dice a Gay.it di intravedere ancora una strada aperta.
Di cosa si tratta?
Nelle motivazioni pubblicate, la Corte afferma che gli articoli del codice civile che oggi impediscono i matrimoni per le persone dello steso sesso non sono incostituzionali. Allo stesso tempo, però, i giudici affermano due cose molto importanti.
Quali?
Prima di tutto che le coppie gay sono un fenomeno socialmente rilevante di cui il Parlamento deve tenere conto ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione, che è ben più importante dell'articolo 29 perché è uno dei diritti fondamentali della Carta costituzionale. E poi la Corte lascia che sia il Parlamento a decidere quale soluzione adottare per regolamentare questo fenomeno, quindi in teoria anche il matrimonio.
Tutto bene, quindi?
Assolutamente no. Non posso non notare come la Corte ha contraddetto se stessa in un passaggio delle motivazioni pubblicate.
Dove?
Quando afferma che il matrimonio gay non è stato contemplato dai padri costituenti seppur l'omosessualità fosse già nota all'epoca.
Cosa c'è che non torna?
Se così fosse, cioè se il matrimonio deve rimanere immutato così come scritto in quell'articolo, vorrebbe dire che tutte le modifiche che sono state apportate successivamente al 1947 sono incostituzionali. Come il divorzio, ad esempio. |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
alanmathisonturing
Data:
16-04-2010 19:32
Il fatto è che continuano a zittirci con la storia che i nostri diritti sono di carattere individuale e non possono riguardare il 'diritto di famiglia',e per tanto vanno tutelati con le leggi ordinarie; ma allora io dico: quali sono queste leggi? Se fossimo fisicamente tutti insieme in un'unica stanza vi chiederei: alzi la mano che tra di voi non ha mai subito discriminazioni per il proprio orientamento sessuale potendo poi avere dei risarcimenti, per lo meno, a livello morale? e sono certo che nessuno alzerebbe la mano!
Personalmente mi sento (così come sento la famiglia che ho faticosamente costruito nel corso degli anni) in balia di uno Stato per cui contiamo meno di uno zerbino!
Ho un diavolo per capello, questa è la verità, e mi sento avvilito perchè sento di non poter fare nulla, né da solo né con l'aiuto di altri ....
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
16-04-2010 17:38
io non capisco tanto disappunto
questa sentenza non ha portato i risultati eccezionali che era utopistico attendersi ma neanche ha peggiorato l'attuale situazione
anzi si aggiunge al coro di coloro che auspicano l'intervento legislativo a tutella delle coppie gay, evidenziando che non esiste solo l'istituto matrimoniale per garantirne i diritti (il che non equivale ad escluderlo, come fa giustamente notare l'avv. Bilotta)
questo è ciò che ho capito, se sbaglio illuminatemi
Davvero molto seriamente e serenamente ti dico che forse non ho capito io.... Se ho capito male corregetemi.... Alcune coppie italiane omosessuali vanno in comune per le pubblicazioni del loro prossimo matrimonio, il comune risponde ovviamente che non è possibile per cui portano la questione in tribunale per giudicare l'incostituzionalità del rifiuto del comune. Il tribunale dice alle coppie: "Avete ragione ma noi possiamo fare niente, rivolgetevi alla Corte Costituzionale in quanto Istituzione apposita allo scopo". Detto fatto: l'articolo 29 della Costituzione parla chiaro, dovremmo ormai conoscerlo tutti. Invece la Corte che fa? Dice che l'articolo 29 della Costituzione della Repubblica Italiana, di cui io, il mio compagno, tu e tutta la popolazione LGBT italiana siamo cittadini, non riguarda noi ma solo gli eterosessuali. Ora, siamo andati alla Corte Costituzionale per la conferma di quanto scritto nella Costituzione? Si! Cosa abbiamo portato a casa: L'articolo 29 non riguarda gli omosessuali, rivolgetevi in Parlamento!!!!
Di cos'altro vogliamo discutere? Di cosa devo ritenermi soddisfatto? Che la Corte Costituzionale mi ha rimandato al Parlamento? Che mi ha detto che sono famiglia? Non ci eravamo rivolti alla Corte per questo. Tra l'altro queste cose erano già conquiste fatte. Diverso, ma non del tutto, sarebbe stato se la Corte Costituzionle avesse detto: avete ragione...Il Parlamento dovrà entro un tempo prestabilito legiferare in merito. Saremmo comunque fuori dalla Cosituzione ma avremmo pianto con un occhio solo.
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| Inviato da:
carson
Data:
16-04-2010 17:33
...sai cos'è, che all'allalba del terzo millennio dell'era Cristana,...alla luce del fatto che tutte le democrazie liberali del mondo occidentale hanno in una qualche maniera legiferato in materia di diritti di coppie di fatto... ci si aspettava che ci fosse un sussulto di giustizia e che venisse ribbadito dalla suprema corte un principio di uguaglianza nell'accesso al matrimonio,...credo che ciò avrebbe fatto molto bene al paese Italia in generale non tanto alla nostra minoranza, che come giustamente dici tu...prima o poi un minimo di diritti dovrebbe raggiungerli!
Personalmente trovo ingiusta e poco coraggiosa la sentenza della Corte perchè ribbadisce che il "matrimonio" è affare "solo" delle coppie etero...rimandando la materia al legislatore e lasciando intandere il suo carattere "secondario" e di non urgenza!
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| Inviato da:
gigio_
Data:
16-04-2010 16:30
io non capisco tanto disappunto
questa sentenza non ha portato i risultati eccezionali che era utopistico attendersi ma neanche ha peggiorato l'attuale situazione
anzi si aggiunge al coro di coloro che auspicano l'intervento legislativo a tutella delle coppie gay, evidenziando che non esiste solo l'istituto matrimoniale per garantirne i diritti (il che non equivale ad escluderlo, come fa giustamente notare l'avv. Bilotta)
questo è ciò che ho capito, se sbaglio illuminatemi
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| Inviato da:
Lex Felix
Data:
16-04-2010 15:32
Gentile Avv. Bilotta, sono spiacente per la Sua delusione riguardo il mancato tappeto rosso non sottopostoLe. Mi creda, siamo più delusi noi di questo Suo/Vostro inciampo professionale: non avete portato a casa nulla. Dal parlamento otoleso si era partiti ed a un parlamento otoleso e alieno dalla società reale siete stati invitati a ritornare.
Riguardo il tono colloquiale che rimprovera a Karity di essersi unilateralmente ed arbitrariamente arrogatosi, io non ci tengo ad averne con Lei, quindi non potrà sprezzante rispondermi "noli me tangere"...
Distintamente, ma da molto lontano (visti i tempi che corrono, non essendo più -purtroppo- nel 2000...)La saluto, ed in maniera non deferente.
Ossequi.
P.s.: si invita la popolazione gay a recitare qualche requiem per la società italiana in incalzante e, presumibilmente irreversibile, decadenza...
Saluti affettuosi a tutto il resto del mondo GLBT.
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| Inviato da:
antoninogi
Data:
16-04-2010 14:06
Spett.le avvocato Bilotta,
sono daccordo con lei che un tono colloquiale sia fuori luogo con un principe del foro, quale lei è, per cui sono certo che concorderà con me che sia quanto meno opportuno mantenere un tono formale, partendo dal darci del "lei".
Convivo da quasi 8 anni e avrei voluto con il mio compagno partecipare alla lotta che state svolgendo, ma per esperienza personale ho poca fiducia negli avvocati, in quanto, sempre che agiscano incisivamente negli interessi del cliente, fanno passare una sconfitta per una vittoria. Anche in questo caso non mi sono ricreduto e sono contento di non essermi illuso, dando in pasto i miei sentimenti ad avvocati che mi avrebbero detto: "Sia felice: è sancito dalla Cosituzione che il suo amore è di serie B, ma hanno detto che anche la sua è una famiglia e il Legislatore deve occuparsene". Magari avrei dovuto anche sorriderle e dirle grazie!
Il lavoro che avete svolto è inappuntabile, ne sono convinto, ma la prego non mi venga a dire che devo essere soddisfatto della sentenza e delle motivazioni date dalla Corte Costituzionale. Il fatto che la famiglia si sia evoluta e che sia dovere del Legislatore riconoscere le nuove modalità di essere famiglia, sono due cose che già da tempo sono riconosciute, per cui non è cambiato nulla. Il vero cambiamento sta nel fatto che una delle ultime Istituzioni in cui avevo fiducia mi ha deluso profondamente, dicendomi che la Costituzione non riconosce uguaglianza alle coppie eterosessuali ed a quelle omosessuali, ma lavandosi le mani, rimanda ad una decisione parlamentare. Mentre invece la Costituzione, come tutti sappiamo, dice una cosa completamente diversa.
Avrei da aggiungere molto altro, ma non voglio annoiarla. Sono invece aperto ad un sereno e costruttivo dialogo che mi faccia ragionare sulle motivazioni per cui dovrei essere soddisfatto della sentenza e della motivazione data dalla Corte.
Nel ringraziarla della cortese attenzione, le porgo distinti saluti.
Antonino G.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
16-04-2010 13:20
Vi riporto questo interessante articolo con i pareri di due costituzionalisti che sostengono in sostanza quanto espresso da Bilotta:
w-w-w.gaynews.it/view.php?ID=84530
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