Il Roma Pride 2010 nella bufera: è tutto contro tutti
di Federico Boni
Lunedì 3 Maggio 2010
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A poco più di un mese dal via l'organizzazione del Pride capitolino è in alto mare. Associazioni in fermento dopo il 'j'accuse' del Mario Mieli, con un comitato organizzatore atteso per il 7 maggio |
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Un inatteso tsunami. Ponendosi un semplice quesito, "Roma Pride 2010: cosa accade?", il Mario Mieli pochi giorni fa ha gettato un sasso nello stagno glbtiq della capitale, creando un'ondata di reazioni. Sincera e diretta la lettera pubblicata sul sito ufficiale del Circolo di Cultura Omosessuale da Rossana Praitano, Presidente del Mario Mieli, polemica nei confronti delle altre realtà associative interessate all'organizzazione del pride romano, volontariamente indirizzato verso un'edizione più provinciale e di nicchia rispetto agli anni passati.
La denuncia e l'addio - "Roma Pride 2010: cosa accade? È la domanda che si stanno ponendo in molti e non solo i volontari del Circolo di Cultura omosessuale al Mario Mieli, l'associazione che si occupa di organizzare l'evento. Sono state due fino ad oggi le riunioni indette per discutere sul da farsi, e entrambe hanno visto la presenza delle altre associazioni che erano state invitate per un'organizzazione che fosse più collegiale secondo un assunto, da molti anni dato per pacifico, secono cui il Pride della capitale ha una rilevanza, un contenuto politico e un interesse nazionali, al di là della altrettanto pacifica coesistenza con i vari Pride nazionali itineranti. Ma dopo l'ultimo incontro è scoppiata una frattura, che ha fatto dire ai rappresentanti del Mieli di essere "in totale disaccordo su tutti i punti" che ha portato l'associazione a decidere di non "entrare nel comitato stesso e quindi ha fatto un passo indietro sull’organizzazione, nonostante ci fosse la condivisione su molte nostre argomentazioni di altre realtà presenti".
Il comitato senza il Mieli - "Ci siamo lasciati con la decisione presa - dicono dal Mieli - e con il risultato che Arcigay Roma, Di'Gay Project e Certi Diritti Roma avrebbero costituito un comitato organizzatore per l’evento. Ovviamente il Mieli ha fatto presente che secondo noi costoro, per loro stessa iniziativa, si assumevano l’onere di un quadro profondamente mutato, oltre che la responsabilità di avere intrapreso una strada nuova con una tempistica per noi assolutamente irragionevole per il buon esito di un evento vicinissimo; se si sente la necessità di costruire legittimi percorsi nuovi, questi vanno costruiti con modalità e tempi congrui". un'entità, questo comitato, che il Mieli definisce indefinita senza che nulla sia stato specificato su "come dovesse essere strutturata al proprio interno, esattamente perché non lo sanno ancora"
Il Workshop - Chiamata più o meno direttamente in causa, Imma Battaglia, presidente del Di'Gay Project, ha voluto precisare sul suo blog che qualcosa, per quanto riguarda il Pride romano, si muove: "Cosa accade al Pride romano? Accade che un gruppo di persone e di associazioni, in due successive riunioni tenutesi il 17 e il 24 aprile, ha posto al Circolo Mario Mieli alcune riflessioni in merito alla gestione, l’organizzazione e la funzione del Pride. Il panorama LGBT nell’ultimo decennio è completamente cambiato: all’oscurantismo della politica si è contrapposta una vivacità, un fermento ed un attivismo enorme, che comprende realtà culturali, sportive, religiose, legali, commerciali e politiche, nel senso più ampio di questa parola e in maniera assolutamente trasversale. Il Pride deve essere in grado di rappresentare tale complessità in maniera paritaria". "E’ stata dunque fatta al Mario Mieli una richiesta di buon senso - continua la Battaglia - : la costituzione di un soggetto unitario per l’organizzazione del Pride, come avviene nel resto d’Italia e del mondo. Un percorso che, visti i tempi molto contenuti, poteva iniziare con la creazione di un gruppo di lavoro per condividere l’organizzazione, la gestione politica e organizzativa e gli impegni economici del Roma Pride." |
Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
lillyna
Data:
13-05-2010 12:20
io trans dire me dove trovare mio carro?
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| Inviato da:
sofia trans
Data:
12-05-2010 03:22
CHI GIORONO è ALLORA????
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| Inviato da:
NOPRIDE
Data:
6-05-2010 20:18
l'invidia è il peggior attributo delle persone perchè le fa schiattare in corpo specie se sono nullafacenti senza lavoro grasse e in cerca di fortuna.Ora è la volta del Mario Mieli: bisogna affondare l'associazione ma il motivo? La cosa più ridicola è che in questa occasione si sono alleati Marruzzella ed Imma che come tutti sappiamo appena girano l'angolo si sputano a vicenda.Che ridicoli
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| Inviato da:
Andrea-s
Data:
4-05-2010 15:05
ma che c'entrano gli psicologi cn l'organizzazione di un pride?!?!?!
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| Inviato da:
manliok
Data:
4-05-2010 14:53
Finalmente la Praitano Uber Alles è stata mandata via: basta con le dittature Vaticane ...
Manlio Converti
www.manliok.blogspot. com
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| Inviato da:
AndreasMartini
Data:
4-05-2010 13:27
Lucky forse a te certe allusioni sembrano assurde soprattutte rivolte ad un ex militante comunista, ma la realtà è che quello è il piano di Imma Battaglia. E anche ascoltandoti ieri al workshop mi sono chiesto come tu, con la tua esperienza, possa essere entrato nel giochetto di potere messo in atto da Imma. Anche Marrazzo lì in mezzo è un burattino che per le famose convergenze parallele si è unito con la Battaglia con la quale, da buon leccaculo piddino, ha ben poco a cui spartire.
Il workshop è una farsa per due motivi, oltre quelli già detti da R C: il prossimo appuntamento è sicuramente dopo il 7, quando i giochi per la costituzione del nuovo pride saranno fatti e davvero mi dici che il nuovo comitato attenderà ansioso i risultati del prossimo workshop?; ancora più importante: la prossima settimana va dal 10 al 15.... un mese dal pride, salvo che non sia chiara intenzione - e Imma l'ha lasciato intendere ieri - di spostarlo "in estate"... al village caso mai, tu che dici?
Non parlare di partecipazione soprendente, per piacere! L'unica cosa positiva della serata di ieri è che ognuno ha detto la sua "provenienza".
Il Pride non si organizza sicuramente da soli, ma non vorrete dirmi che nelle altre città tanto osannate (vedi torino) si lavora meglio perché si chiamano "tutti" a dare idee "nuove" durante un workshop-terapia di gruppo.
Ieri la grna parte delle idee ricalcava i pride come sono stati fatti finora e mi stupisce: o era gente che non c'è mai stata (e dai pischelli lo posso capire) o è qualcuno che mistifica.
Unico esempio: tutti, o quasi, parlano di eventi culturali correlati. Mente chi dice che non ci sono mai stati! E' vero soltanto che non se l'è mai inculati nessuno, (problemi organizzativi anche qua, probabilmente... ma se guardo alla diffusione del "festival" al cinema l'Aquila e alla scadente selezione... beh, allora la colpa per il fallimento degli eventi culturali del Pride non può essere solo del Mieli.
Sul Pride anche tu Lucky ha dato atto che la forma della parata va bene, beh confrontati almeno con Imma, ho paura che lei voglia qualcosa di diverso e sicuramente sotto tono rispetto a quello che hai in mente tu e noi altri.
Il rivoluzionario Mario Mieli vede, si sta girando nella tomba di fronte a tanta ipocrisia.
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| Inviato da:
Lucky Amato
Data:
4-05-2010 12:57
Mi dispiace dissentire Riccardo, le dinamiche non sono affatto quelle che descrivi tu, e NESSUNO di noi vuole fare un Pride in tono minore, ma soltanto diverso. Ce ne freghiamo di essere accondiscendenti con chicchessia (trovo addirittura offensivo che tu scriva questa cosa pensando a me, con la mia storia di ex militante comunista), e tratteremo con il sindaco come avremmo trattato con qualsiasi altra autorità.
Riguardo poi al workshop di ieri sera, due cose: la partecipazione è stata talmente ampia ed inaspettata - segno che in molti attendevano questo cambiamento - che di fatto ha inevitabilmente rallentato i lavori; sarà necessario vedersi almeno un altro paio di volte prima di avere qualche risultato, ma io ho fiducia. Rispetto al fatto che sarebbe stato guidato da una terapeuta professionista, questo era scritto in tutti i comunicati ufficiali che abbiamo mandato, laddove si parlava di un passo indietro dei leader del movimento - Marrazzo neppure c'era - e che le cose sarebbero state condotte in maniera seria. Mi dispiace che tu abbia avuto l'impressione - negativa - di una seduta di terapia di gruppo, poiché questo non era, o meglio, non era solo questo. Io ho visto molte facce nuove, interessate, incuriosite, che esprimevano idee interessanti, alcune totalmente innovative - anche le tue - e sono convinto quindi che questa sia la strada giusta. Peccato, ancora una volta, che nessuno dal Mieli sia venuto almeno a mettere il naso per capire cosa stessimo tentando di fare.
Luca "Lucky" Amato
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