CITTA' DEL
MESSICO - Storica sentenza in
Messico in materia di difesa dei diritti delle coppie omosessuali. Un tribunale federale di Ciudad Juarez, città al confine con il Texas tristemente nota per una catena di omicidi di
giovani donne, ha riconosciuto il diritto di un uomo di ricevere un indennizzo per la morte del suo convivente.
"Se uno dei due componenti di una
coppia omosessuale dimostra che dipendeva economicamente dal suo convivente non è chiamato a provare di essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge per le coppie di fatto", ha stabilito il tribunale, sancendo il diritto di Ruben Raul Riosmoreno Perez di incassare l'indennizzo per la morte del suo convivente.
In pratica, il tribunale ha stabilito che, non esistendo in
Messico una legislazione specifica in materia di diritti delle coppie omosessuali, non è possibile imporre ai componenti di coppie gay di dimostrare di aver convissuto per almeno cinque anni prima di poter ottenere i diritti previsti dalla legge per le coppie di fatto
eterosessuali.
La sentenza, la prima del genere in
Messico, potrà essere appellata di fronte alla Corte suprema, che non si è mai pronunciata sui diritti delle coppie omosessuali. L'unico precedente risale al 1950 e riguarda il reato di sodomia, all'epoca ancora punito dal codice penale messicano.
Il
Messico è un Paese cattolico e maschilista dove l'omosessualità non è ancora accettata socialmente.