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CONGRESSO ARCIGAY: DIETRO LE QUINTE

Martedì 15 Maggio 2007

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Gay.it - CONGRESSO ARCIGAY: DIETRO LE QUINTE
Le indiscrezioni: votazioni ripetute per approvare il sit-in, Fassino fischiato, le elezioni annunciate. Niente di nuovo sotto il sole dell'associazione.

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Primo giorno: sfilata di onorevoli e ministri

Gay.it - CONGRESSO ARCIGAY: DIETRO LE QUINTEPrendete duecento finocchie e mettetele in un hotel a quattro stelle nella periferia di Milano. Non è l’inizio di un film di Cadinot (nonostante l’impressione che il copione sia stato già scritto, peraltro da pessimi sceneggiatori), ma dell’ultimo congresso nazionale di Arcigay. Dopo mesi di dibattiti e scontri tra consiglieri nazionali, delegati, Comitati Provinciali etc, finalmente è giunto il gran giorno della resa dei conti. I delegati arrivano da tutta l’Italia: notevole la rappresentanza dal Sud, dove Aurelio Mancuso (ex Segretario Nazionale) ha creato, nell’ultimo anno, una rete di Comitati Provinciali. Il personale dell’albergo è in sciopero, e per le stanze si deve aspettare un paio d’ore. I lavori si aprono dunque in forte ritardo con gli applauditi interventi dei ministri Pollastrini (che si dice soddisfatta del disegno di legge sui Dico – ci chiediamo se l’abbia letto; voto: 6 e mezzo) e Bonino (voto: 7), a cui Mancuso, che evidentemente si sente già presidente, promette il sostegno di Arcigay alla contromanifestazione di Roma “Coraggio Laico” con un sit-in contemporaneo in piazza Duomo a Milano – stupore della platea – per il giorno successivo. Intanto Giordano del Prc se ne va senza avere parlato, forse perché altrimenti perde l’aereo. A seguire Fassino, che incassa fischi per il terzo congresso di fila, conciona sull’importanza dei diritti civili dei gay (che pronuncia ripetutamente proprio come si scrive: gai) e delle diverse Gay.it - CONGRESSO ARCIGAY: DIETRO LE QUINTE“scelte” sessuali (ma non gli avevano già spiegato due anni fa che si dice “orientamento”? Non era meglio se Benedino lo imbeccava con l’auricolare come Boncompagni?), mentre il brusio della platea si trasforma in generale ilarità (voto: 4). Cecchi Paone, intanto, interrompe ogni volta che può, come se si fosse nel salotto di casa sua o durante una cerimonia di consegna dei telegatti: alla fine Lo Giudice non lo fa parlare dal palco (ma Alessandro il Grande si vendicherà ben presto…).

Secondo giorno: poche chiacchiere, il sit-in si farà. Lo Giudice sceglie Roma.

Sabato l’atmosfera comincia a surriscaldarsi: nella lenta mattinata, con l’assemblea plenaria più vuota che piena, la maggioranza viene meno in una votazione sul sit-in in piazza Duomo. Tuttavia, dopo pranzo viene rimessa in votazione una sospensione del congresso (chiaramente per consentire il sit-in) e, questa volta, la mozione viene approvata! Che fortuna: nonostante il voto opposto della mattina, i previdenti milanesi hanno già prenotato le navette che scaricheranno i 200 delegati (tranne qualche irriducibile dissidente) direttamente in piazza Duomo; anche lo striscione è già pronto. Dato che noi abbiamo già fatto la gita di terza elementare, non vorremmo essere al loro posto, inscatolati in quattro autobus snodabili imbottigliati nel traffico del centro di Milano, sotto il sole della giornata più umida che la storia della meteorologia ricordi. Mezz’ora in piazza, e via!, di nuovo in albergo, dopo un sit-in più rapido delle visite dei turisti giapponesi che guardano con fastidio le bandiere rainbow che impediscono di fotografare la Madonnina. Nel frattempo vanno in scena a Roma il Family day e la contromanifestazione “Coraggio Laico”: Sergio Lo Giudice, presidente uscente, ha rinunciato ai lavori del congresso della sua associazione per parlare, per ultimo – terribile vendetta di Cecchi Paone! -, dal palco di piazza Navona. Ne sarà valsa la pena?

I lavori delle commissioni: un déjá vu

Intanto, nel tardo pomeriggio, iniziano i lavori delle Commissioni; in quella Elettorale, c’è
Quelle fastidiose bandiere rainbow che impediscono ai turisti di fotografare la Madonnina...
chi ha pronta la lista blindata dei nuovi 80 consiglieri nazionali ancora prima che la commissione Statuto abbia alzato il numero dei consiglieri stessi da 60 a 80. In commissione Politica, si assiste ad un ricongiungimento dei due candidati presidenti (Aurelio Mancuso vs. Ezio Menzione, poi ritiratosi), che stracciano le loro mozioni dopo mesi di unghiate e ne redigono una comune in cui la punteggiatura è un’opinione. La commissione Cultura lavora con tale proficuità da rendere necessaria una sessione notturna. La commissione. Organizzazione respinge come nello scorso congresso la proposta di destinare 0,50 Euro di ciascuna tessera direttamente ai Comitati Provinciali. Certo, ci saranno criteri di redistribuzione di parte delle risorse, in base a progetti presentati dai comitati, come già avviene da due anni: chi ha mai visto il bando, lanci la prima pietra.

La notte delle briciole, il Cassero che minaccia abbandoni e l'elezione (scontata e anche un po' kitsch) di Mancuso

A notte inoltrata, Mancuso riunisce i suoi in un incontro a porte chiuse per decidere a chi lasciare le briciole, mentre la minoranza cerca di fare pressione per non affogare. Le sorprese (ammesso che ce ne fossero) sono quasi finite. L’ultima, sugosa, è che la minoranza e in particolare i bolognesi arrivano con quello che comunemente si chiama ricatto: o ci date posti rilevanti in segreteria e consiglio nazionale, o il Cassero esce dal circuito ricreativo. In ballo, diverse decine di migliaia di euro. Ma alla fine arriva un contentino, e gli animi si fanno più ragionevoli: postumi di sbornie notturne? Domenica mattina si esauriscono gli interventi dei delegati e si dà il via alle votazioni elettroniche: a ciascuno il proprio telecomando (uau!). Gay.it - CONGRESSO ARCIGAY: DIETRO LE QUINTEQuando sullo schermo compaiono i risultati dell’elezione di Mancuso parte la base musicale, “We are the champions”. Kitschissimo. Tutto va come previsto, ma l’elezione delle cariche non è poi così concorde. Poco dopo, Grillini lascerà la sala nel momento dell’attribuzione della presidenza onoraria anche a Sergio Lo Giudice: è mortalmente offeso. Niente di nuovo sotto il sole. Anche se, nonostante tutto, auguriamo davvero di cuore ad Arcigay di continuare a crescere e a maturare.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: Ospite
Data: 12-07-2009 01:02

Una firma no? ovvero chi ha scritto se ne assuma la responsabilità


Inviato da: Gian Mario Felicetti
Data: 26-05-2007 10:29

Premesso che non ero presente... Resta il fatto che ancora non ho nessun diritto in Italia (non dico in Nigeria...) E la colpa non può essere tutta del Vaticano o dei DS... Gay e Lesbiche rivendicano dei diritti così basilari, così ovvi, che non può non far riflettere il fatto che non li abbiamo raggiunti. E' ovvio che qualcosa in Arcigay non va. La sveglia non dovevamo darla ai nostri politici, il 10 Marzo. Dobiamo svagliarci noi. Quando Arcigay rinuncerà al solito fuorviante e perverso concetto di essere rappresentativa perché ha migliaia di iscritti (ma sbaglio o per la maggiorparte sono persone che si iscrivono solo per il sacrosanto dirito di farsi una scopata in santa pace... ma allora cosa c'entra Arcigay? Perché si arroga il diritto di strumentalizzare sulle nostre attività sessuali? E' come il Papa, al contrario????). Quando Arcigay si porrà in modo più sincero e leale nei confronti della popolazione gay, allora potrei averne più fiducia. Allora potrei pensare che questo articolo è spocchioso. Perché lo è. Ma passa in secondo piano.


Inviato da: terzo (Emilia Romagna)
Data: 21-05-2007 14:48
Guarda il mio profilo su Me2

Secondo me solo un cialtrone può scrivere un articolo del genere sul congresso dell'Arci gay! Io c'ero e non accetto che le tensioni, i problemi ed il coinvolgimento emotivo di 180 delegati siano trattati in questo modo. con spocchia, aristocratico distacco e sostanziale disprezzo! Cui prodest???????????????


Inviato da: t.
Data: 17-05-2007 09:42

Conferma ai sospetti del perchè siamo dove siamo...


Inviato da: federico_CS
Data: 17-05-2007 09:28

Credo che quanto è stato fatto al congresso nazionale di arcigay sia il frutto di un laborioso lavoro da parte di aurelio e riccardo nonché degli stessi menzione e trentini, i quali lungi dal voler definire delle maggioranze si sono invece preoccupati di garantire la rappresentatività dei circoli e di preservare le competenze irrinunciabili che all'interno dell'associazione si erano adoperate anche nelle passate gestioni. Pluralità dei territori e delle idee e utilizzo di risorse differenziali sono state le linee guida per la proposta di consiglio nazionale portata in commissione. VOTO 11/10


Inviato da: Pierangelo Bucci
Data: 16-05-2007 15:36

Niente di nuovo sotto il sole: tutti i congressi son cosi'! E' giusto che si litighi, si discuta, ma l'importante e' rimanere uniti e ricordare che il vero nemico, quello da abbattero sul serio, e' la cupola mafiosa vaticana. Buon lavoro al nuovo consiglio nazionale di Arcigay con l'augurio di crescere ancora, soprattutto nel sud Italia.


Inviato da: sikulo1
Data: 15-05-2007 20:04

L'importante è comunque guardare avanti...come tutti i grossi movimenti anche ArciGay hai suoi problemi e le sue "correnti" interne. Non sempre risponde alle istanze dei suoi iscritti,spesso le ignora.Anch'io mi sono qualche volta risentito. Bisogna però guardarlo nella sua globalità,nel suo stile di affrontare le problematiche del mondo GLBT,solo allora si comprende che è insostituibile. Voto in pagella 7+. Sarebbe meglio che diventasse 8 ! Lo spero.


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