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Bullismo: archiviato suicidio di Matteo
di Daniele Nardini
Mercoledì 26 Settembre 2007

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Gay.it - Bullismo: archiviato suicidio di Matteo
Non era gay e non viveva un clima di derisione nell'ambiente scolastico. Con queste motivazioni i giudici hanno archiviato il caso di Matteo. D'accordo con la Procura anche la madre del ragazzo.

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Matteo, un sedicenne torinese, si suicidò lanciandosi dal quarto piano della palazzina dove viveva con la famiglia. I compagni di classe gli davano del "frocio". La storia fece clamore, e per una volta non solo sulla stampa gay, perchè il caso venne fuori in un periodo in cui sui media dominava il tema del bullismo scolastico.

Oggi i giudici hanno archiviato quell'episodio. E le motivazioni sono da brivido: «Non sussiste alcuna ipotesi di istigazione al suicidio, nessuna sottovalutazione del caso da parte della scuola e nessun episodio di bullismo. E lascia perplessi che sia diventato un'icona gay un ragazzo che, detto senza pregiudizi e con il massimo rispetto, non era omosessuale».

«Tutte le deposizioni raccolte tratteggiano la figura di Matteo come quella di un adolescente particolarmente sensibile, sempre allegro, sorridente, sereno, di natura gentile, apparentemente ben inserito nell'ambiente scolastico, con ottimi risultati in tutte le materie. Ne emerge - proseguono i magistrati - il profilo di un giovane alla ricerca della propria identità personale (non tanto esclusivamente dell'identità sessuale), il quale non aveva fatto cogliere - né ai docenti né agli psicologi né ai compagni di scuola - possibili indizi del suo disagio esistenziale. Quest'incapacità di intuire i problemi psicologici di Matteo è la conferma dell'insondabilità della profondità dell'animo umano, anche delle persone più vicine.
Ma questa incapacità - si dice ancora - non può certo essere attribuita, nel caso di specie, all'istituzione scolastica; che, al contrario, è apparsa nel suo insieme educativamente forte e nel contempo attenta e sensibile alle esigenze anche personali degli allievi».

Matteo, dunque, per i giudici non era gay e il suicidio non fu causato dalle offese dei compagni. Anzi, la scuola ne esce rafforzata. Ed è sconcertante come anche la madre di Matteo sia dello stesso parere: «Mio figlio non mi ha mai, assolutamente mai, detto che alcuni compagni lo chiamassero 'frocio'». «Non ha mai parlato di scherzi pesanti o di fatti di bullismo». L'unico riferimento è una battuta, che risaliva al precedente anno scolastico, al fatto che somigliasse a Jonathan, un eccentrico personaggio della tramissione tv 'Il Grande Fratello'.

A chi è imputabile, dunque, il tragico gesto del ragazzo? Dalle motivazioni della Procura e secondo il parere della madre si evince che Matteo fosse "semplicemente" depresso. Ma le ragioni non si sapranno mai.

 


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: ospite
Data: 19-10-2007 12:31

Mi sconcerta la reazione della madre, della serie " meglio morto che gay ".


Inviato da: Nico
Data: 19-10-2007 09:58

c'era da aspettarselo... se ci pensate bene è la stessa cosa che si pensa in generale dei gay: "alla fine è colpa vostra se siete così, è una scelta, la vostra, di essere gay!" Stessa cosa per questo ragazzino, "è colpa sua, è stato lui a buttarsi dal 4° piano, non è certo colpa degli altri.." chissà come si deve essere sentito solo e spaesato poverino, ci si dovrebbe vergognare che al giorno d'oggi succedano cose simili.. La gente dovrebbe svegliarsi un pò e capire in che epoca vive!!


Inviato da: Ospite
Data: 11-10-2007 13:30

ho bisogno di una informazione urgente. ma questo ragazzino di torino che si è suicidato si chiamava matteo o marco? akcuni giornali lo kiamano marco, altri matteo ho bisogno di saperlo perchè ho scritto una cosa dedicata a lui.... grazie. Si chiamava Matteo.


Inviato da: emanuele (Lombardia)
Data: 11-10-2007 00:39
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ho bisogno di una informazione urgente. ma questo ragazzino di torino che si è suicidato si chiamava matteo o marco? akcuni giornali lo kiamano marco, altri matteo ho bisogno di saperlo perchè ho scritto una cosa dedicata a lui.... grazie.


Inviato da: Strix 73
Data: 29-09-2007 21:41

è vergognoso..... :shock:


Inviato da: Ospite
Data: 29-09-2007 15:08

Il punto infatti è che Matteo è stato preso in giro e aggredito perchè ritenuto omosessuale.Non è importante venire a conoscenza del suo orientamento sessuale. Che scusa scema che ha trovato il pm per archiviare il fatto "Matteo non era omosessuale, indi per cui la scuola non ha colpe" e quindi e il fatto non sussiste ?.Approfittandosene delle umili origini del ragazzo e dell'ignoranza del padre, più impegnato a difendere l'immagine mascolina pubblica del figlio piuttosto che cercare la verità, ,il pm cretino ha trovato gioco facile nel risolvere la questione.Risolta nel solito modo omofobico asserendo che in qualche modo l'omosessualità non c'entra(ne per Matteo ne per la scuola).CHi sono i colpevoli a questo punto se non la madre per aver testimoniato il fatto che Matteo era depresso perchè i compagni lo prendevano in giro perchè ritenuto gay e le associazioni gay perchè avrebbe strumentalizzato il fatto per un proprio fine meschino che sarebbe quello di pretendere la verità sul fatto e di rendere consapevole la gente dell'omofobia cosi'diffusa nelle scuole e nelle istituzuioni pubbliche.


Inviato da: paolo hutter
Data: 28-09-2007 00:47

Era entrata nella coscienza collettiva degli italiani la vicenda di Matteo Maritano, il 16 enne torinese che viveva con la madre filippina, suicida dal balcone di casa ai primi di aprile. Forse gay; di certo - per dichiarazioni subito fatte dalla madre - deriso dai compagni per presunta omosessualità. Ora non solo la Procura di Torino ha deciso la archiviazione del caso, ma in una conferenza stampa tenuta dal pm Paolo Borgna e dal procuratore capo Maddalena ha preso apertamente posizione contro la montatura che a loro dire i mass media e i gruppi gay avrebbero fatto del caso. Il povero ragazzo sarebbe indebitamente diventato”un’icona gay” e la scuola da lui frequentata, l’istituto Sommeiller, sarebbe stata ingiustamente additata come responsabile. Con molto meno clamore, qualche mese fa, un ispettore ministeriale inviato da Fioroni , non aveva riscontrato “ nulla di significativo” nell’ambiente scolastico e aveva chiuso l’ispezione escludendo episodi significativi di bullismo ai danni di Matteo. Quell’archiviazione era stata gestita in punta di piedi, questa archiviazione della Procura è stata invece annunciata e gestita con rulli di tamburo, quasi si trattasse di una contro-offensiva nei confronti della combutta tra il vittimismo della lobby omosessuale e la superficialità dei mass media. Ed è assai probabile che così qualcuno la vorrà gestire, mettendo magari tra parentesi il fatto che in questo modo si accusa più o meno direttamente la madre Priscilla Moreno,la semplice colf filippina che avrebbe inventato la teoria della derisione omofobica. Viene voglia di reagire accusando di maschilismo e omofobia la Procura di Torino. Soprattutto quando il Pm Borgna, a riprova della sua archiviazione, cita il fatto che sul cellulare dello studente suicida sono state trovate solo foto delle sue amiche, e questo proverebbe che il ragazzo non era gay, e questo proverebbe che non ci può essere stato bullismo antiomosessuale nei suoi confronti….Che ragionamento. Ma non facciamo una rissa postuma sulla tragedia di un adolescente. Come di fronte a qualunque suicidio, occorre ragionare con fermezza ma anche con calma e fare alcune distinzioni. Nessun ha mai detto o insinuato che i compagni di scuola di Matteo fossero passibili di istigazione al suicidio. Era del tutto improbabile, anzi era scontato, che da un punto di vista giudiziario non ci fosse nulla di rilevante. Era anche logico che le prime dichiarazioni della madre – si è suicidato per colpa dei suoi compagni di scuola – dovessero essere considerate un po’ più pacatamente, innanzitutto perché è rarissimo che un suicidio abbia una così marcata causa esterna. Ma è anche impossibile che una modesta casalinga cattolica filippina si vada a inventare di sana pianta che il figlio era a disagio perché gli dicevano “sei come Jonatan del grande fratello”. E’ possibile che più o meno consapevolmente la madre volesse dare una colpa, non che si potesse inventare da sola una storia così diversa dalla sua esperienza. E’ possibile che nella vicenda specifica di Matteo, nella sua depressione grave, la verità sia un mix di vari fattori, e che le prese in giro nei confronti della sua scarsa mascolinità non siano state determinanti. E’ peraltro assai probabile, per non dire certo, che dietro altri suicidi di giovanissimi ci sia il peso dell’omofobia, ma in quei casi anche della omofobia della famiglia che poi riesce a non far filtrare niente di niente. E’ toccato così a Matteo diventare l’emblema di altre vittime ignote. In un anno così difficile per la vicenda dei diritti omosessuali non c’è bisogno di insistere per attribuire la responsabilità di uno specifico suicidio. Ma non c’è bisogno di scusarsi per avere chiesto attenzione e solidarietà. (COMMENTO CHE HO MANDATO A LIBERAZIONE)


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